Affanni e tremori

Una mia grande fortuna è che marito vada a fare la spesa. È un’incombenza familiare che detesto e sono sollevata a non dovermene occupare.


Fino a ieri.


Ieri sono andata al supermercato e il salumiere ha intavolato una discussione sul caro vita che mi ha dato una conferma: acquisti in luoghi differenti.

Raccontava di aver trovato un biglietto di qualcuno che ha annotato quali prodotti da comprare in un supermercato e quali in un altro, in base alle offerte.


Se già mi annoia un supermercato, figuriamoci due. Infatti una mia
grande querelle matrimoniale è la faida sui prodotti in offerta dato che marito cerca quelli e io invece prendo ciò che mi serve, se c’è l’offerta bene altrimenti compro lo stesso.

D’ora in poi – e sono in ritardo – ci divideremo i supermercati perché oggettivamente si deve andare a caccia di offerte. Quando mi sono accorta, un bel po’ di mesi fa, che un litro di olio di semi di grande distribuzione costava 4,99 euro, due conti li ho fatti.

Me lo aveva già fatto notare il mio migliore amico che vive in Germania, e ancora il fenomeno non era esploso da noi in maniera cosi preponderante. C’è difficoltà a reperire le materie prime, i costi sono aumentati vertiginosamente. Per la situazione ucraina, certo. Ma già ci aveva pensato la pandemia.

Adesso ci troviamo con stipendi ordinari e prezzi raddoppiati.

Noi gente comune non abbiamo la possibilità di far alcunché se non allestire un orto, se abbiamo la ventura di avere un pezzetto di terra. Ma anche in questo caso non è facile, il rivenditore giusto ieri mi ha detto di non aver piante aromatiche, magari il prezzemolo diventerà un bene di lusso, chissà.


A questo punto si apre lo spiraglio del 25 settembre.

Se noi nulla possiamo, di certo potrà chi è deputato a risolverli, i problemi. I rappresentanti in Parlamento, rinnovati e carichi di buoni propositi, sapranno – senza ombra di dubbio – alleviare i nostri patemi quotidiani.

Li eleggiamo per questo, siamo consapevoli del voto che esprimiamo e crediamo fortemente nelle loro capacità, ben lontane da egocentrismi e velleità di carriera. Possiamo guardare all’arrivo dell’inverno come ad un novello Rinascimento.

Mi sembra di ripetere un mantra, quasi a volermi autoconvincere di una cosa che so già non si verificherà anche se il 25 settembre voterò, eccome se voterò.

Pubblicato da frapitrone

Dopo aver studiato tanto - e concluso molto poco - alla tenera età di 46 anni ho cambiato lavoro ma mantenuto la stessa propensione alla polemica e al senso critico. In direzione contraria al pensiero comune da sempre, sono andata a letto presto in tutti questi anni. Ossessionata dal cinema, il cibo e i viaggi passerei l'esistenza dedita al giardinaggio, possibilmente su un aereo con destinazione Filippine. Invece mi ritrovo in Sicilia, che non smetto di amare e dalla quale ostinatamente non mi distacco. Forse mi deciderò a conseguire la laurea anche in Scienze Politiche. Spero sempre nel futuro migliore, sapendo bene che non arriverà. Piango e rido nel medesimo istante: sono un ossimoro vivente

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