Sinistre ipocrisie

Dal lato sinistro dello scacchiere politico italico s’invoca la grande ammucchiata, una specie di connubio orgiastico che va da Calenda e le sue donne scarlatte transitate dalla lussuosa villa di Arcore passando per i rossoverdi di Bonelli e Fratoianni per finire al minuscolo partitello di Speranza. Quest’ultimo la invoca (la speranza) per battere la pericolosa destra fascista, non solo meloniana, ma anche la succursale parafascista sovranista. Ci sarebbe da ridere, ma per le condizioni in cui versiamo c’è veramente poco da divertirsi sulle stranezze delle concezioni sinistre.

I cosiddetti progressisti, improvvisamente, si riscoprono paladini della costituzione repubblicana da essi stessi calpestata durante gli ultimi due anni.
Sta andando in scena la più grande rappresentazione dell’ipocrisia posta in essere da una sinistra che spera nell’oblio popolare di tutte le restrizioni delle libertà personali messe in atto durante la pandemia. Di esse è rimasta ancora qualche traccia, vedi l’utilizzo delle mascherine in treno, ma non sull’aereo!

Sarebbe necessaria a questo punto una citazione celebre del Vangelo: “ipocriti, avete le facce come sepolcri imbiancati”. Volete riacquisire la verginità perduta scoprendovi antifascisti ed evocando il pericolo fascista che, ormai, è un fantasma morto e sepolto da circa ottant’anni.
Speriamo che il 25 settembre verrà ricordato come la data nella quale saranno mandati per mare capi paranza, dame e cavalieri serventi.

Mimmo Lastella

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