La caduta di Draghi celebrata anche dai Dem americani

Certi cortocircuiti del giornalismo non avranno mai una soluzione effettiva nel tempo. I Dem americani, individui con i quali sarebbe meglio evitare anche di sedersi insieme a tavola, celebrano il ritorno della democrazia in Italia dopo la caduta del governo Draghi. Strano, potremmo dire. Molto inconsueto da parte di questa vera e propria setta che fa dell’ideologia woke e del globalismo i loro vessilli di guerra.

Un globalismo che affonda le radici marce della sua ideologia nell’economia e che è divenuto dottrina all’interno delle principali università italiane, europee e occidentali. Sorprende dunque che i Dem abbiano ordito questo contrordine nei confronti di uno dei loro più fedeli scudieri in terra italica. Eppure il New York Times – estremamente anti-Trump – è riuscito, in questo caso, ad essere meno settario del giornale di Molinari.

All’interno del quotidiano statunitense vi è uno spazio dedicato ai “guest”, dunque agli ospiti – certamente celebri – che vogliono dire la loro. Qualche giorno fa da questo spazio si era urlato al “tetro futuro italiano” in caso di vittoria della Meloni. Quest’oggi invece Cristopher Caldwell non ha certamente risparmiato né Draghi né il rapporto di JP Morgan sul “colpo populista” che ha fatto cadere il governo. (Clicca qui per leggere l’articolo sul NYT)

Sembra strano da dover scrivere, ma essendo in Italia questo approccio è necessario. Quella di Caldwell è un’opinione conservatrice su un quotidiano Dem. Vi apparirà come un modo grottesco di fare informazione, visto quello che viene stampato qui, ma in realtà è la più grande forma di pluralismo dell’informazione che possa esistere nel mondo dei quotidiani cartacei e online.

Ormai abbiamo perso l’abitudine. Solo pochissimi siti o blog – come questo – offrono spazio alla pluralità delle idee e delle opinioni. In America invece è consuetudine e questo dovrebbe farci adirare. Ciononostante le schiere sono davvero mal nutrite e l’assuefazione derivante dall’informazione a senso unico durante il Covid ha destabilizzato la maggior parte delle menti italiche.

Caduto Draghi, torna il voto. Ma siamo davvero sicuri che si possa parlare di democrazia quando tutti i partiti offrono – chi più, chi meno – lo stesso piano in politica estera?

Pubblicato da Marco Spada

Specializzato in Scienze storiche presso l'Università degli Studi di Messina; vivo a Milazzo e mi occupo, nell’ambito della ricerca, del rexismo belga e della figura di Léon Degrelle. Vicedirettore del giornale online "Tirrenico News" dal 2019, fondatore del blogpolitico “Il Conservatore”, conduttore di “Obbligo di frequenza” sulle frequenze di Radio Milazzo e professore di materie umanistiche nei Licei. Amo la nouvelle cuisine e ho due icone in casa: quelle di Mou e di Moratti.

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