Fiat vanitas dei

Non sono i Beckham  e neppure i Bennifer. Fossero stati loro non ci avrei fatto caso, al massimo mi sarei limitata a pensare a quanto si confermino belli e ricchi. Invece sono Zelensky e moglie.

Sulla copertina di Vogue.

Le foto che corredano il servizio mi paiono  agghiaccianti: patinate ma in mezzo alle macerie, lei capelli al vento accanto ai militari, lui con l’aria affaticata perché, si sa, la guerra rende esausti, specie se sei il presidente di un Paese assediato.

A chi serve questo servizio? A truccatori, parrucchieri e redazione giornalistica, certo. Ai protagonisti, pure. Si incastra nella comunicazione che, già da tanto, Zelensky ha imbastito. Ma il suo popolo, ha ancora la possibilità di truccarsi, pettinarsi a modo, vestirsi con abiti di qualità? La sua gente ha ancora la possibilità di stare abbracciato o tenersi per mano con gli amori della propria vita?

Seguo questo conflitto come altri, ho apprezzato, ad esempio, l’intervento deciso di molti sportivi che sono rientrati in Ucraina e si sono arruolati, mica si sono messi in posa. E, se l’hanno fatto, è stato per incoraggiare altri connazionali a rientrare e servire il Paese.

Perché se si ha seguito social è corretto servirsene per veicolare messaggi, ma si possono ottenere gli stessi risultati senza apparire in ordine anche in mezzo ai bombardamenti. Sembra innaturale e poi: è opportuno?

Mi ha meravigliato che la fotografa sia stata Annie Leibovitz. Straordinaria artista, decisamente nel mio Olimpo dei  fotografi, fonte di ispirazione indiscussa, ha catturato momenti entrati nella storia. E’ sua l’ultima foto scattata a John Lennon ed a Yoko Ono prima che lui fosse ucciso, cinque ore più tardi.  Sono suoi i ritratti più noti:  Elisabetta II, Barack Obama, Di Caprio e ancora Meryl Streep e moltissimi altri.

Anche questa volta, le sue immagini sono  stupende. Sarebbe tutto perfetto, in un altro contesto.

 

Pubblicato da frapitrone

Dopo aver studiato tanto - e concluso molto poco - alla tenera età di 46 anni ho cambiato lavoro ma mantenuto la stessa propensione alla polemica e al senso critico. In direzione contraria al pensiero comune da sempre, sono andata a letto presto in tutti questi anni. Ossessionata dal cinema, il cibo e i viaggi passerei l'esistenza dedita al giardinaggio, possibilmente su un aereo con destinazione Filippine. Invece mi ritrovo in Sicilia, che non smetto di amare e dalla quale ostinatamente non mi distacco. Forse mi deciderò a conseguire la laurea anche in Scienze Politiche. Spero sempre nel futuro migliore, sapendo bene che non arriverà. Piango e rido nel medesimo istante: sono un ossimoro vivente

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