Ricomincia la propaganda dei giullari sul ritorno del fascismo

Languono le idee, non vi è un’effettiva progettualità e fare le liste per accaparrarsi il prossimo vitalizio equivale a sottoporsi ad uno scontro a fuoco tra i sobborghi squallidi di una metropoli. La situazione della sinistra globalista e atlantista è riassumibile in queste poche righe. Proprio a causa di queste gravi lacune, ecco che – puntuale come i funghi dopo la pioggia – torna il cosiddetto “pericolo fascismo“.

Se i sinistri avessero studiato la storia, magari leggendo le opere di De Felice o di Gentile, molto probabilmente non avremmo avuto testimonianza di queste assurdità. Il fascismo, morto nel 1943, gode di peculiarità praticamente assenti nel partito della Meloni – perché di quest’ultimo si scrive – e cercarle con cotanta insistenza potrebbe soltanto condurre verso una disfatta ancor più devastante.

Per poter mettere a tacere i giullari Dem basterebbe davvero poco: l’atlantismo meloniano, ad esempio, rappresenta ciò che di più lontano possa esserci dal pensiero autarchico fascista. Ma non è finita qui. Fratelli d’Italia non è la sola compagine politica tacciata di pericolosi ammiccamenti al passato. Anche i nuovi piccoli partiti, da Italexit ad Ancora Italia, secondo gli analisti sinistri rappresenterebbero un coacervo di neofascisti.

Assurdità su assurdità, le quali tornano imperanti a ridosso delle elezioni (25 settembre) per manipolare ad hoc parte dell’elettorato. Esiste una ricetta per sconfiggerli: lo studio della storia e la consapevolezza che tra due mesi molti vincoli potrebbero allentarsi, ma non spezzarsi. Vedere una calvizie dove v’è una chioma bionda è sintomo di una cecità pari a quella delle talpe. Se poi su questa narrazione spingono anche gli USA, allora c’è da stare sicuri.

Pubblicato da Marco Spada

Specializzato in Scienze storiche presso l'Università degli Studi di Messina; vivo a Milazzo e mi occupo, nell’ambito della ricerca, del rexismo belga e della figura di Léon Degrelle. Vicedirettore del giornale online "Tirrenico News" dal 2019, fondatore del blogpolitico “Il Conservatore”, conduttore di “Obbligo di frequenza” sulle frequenze di Radio Milazzo e professore di materie umanistiche nei Licei. Amo la nouvelle cuisine e ho due icone in casa: quelle di Mou e di Moratti.

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