Si torna a votare!

Scorrono fiumi di lacrime. Gli intellò e i giornalisti nostrani si stanno strappando i capelli da ieri. Finalmente il governo dei “migliori” è caduto. Draghi non sta facendo altro che il suo gioco per vestire una nuova casacca, stavolta internazionale. Ricordate il viaggio negli USA? In quell’occasione Biden non fece altro che “promuovere” Draghi al segretariato della Nato.

La crisi di governo era già scritta. I malumori dei pentastellati scissisi dalla nuova esperienza andreottiana di Giggino hanno rappresentato – per Draghi – il perfetto cavallo di Troia onde evitare di proseguire oltre l’autunno per poi essere additato come il colpevole della disfatta totale. Ieri, forse per regalare un piccolo assaggio del suo prossimo modo di governare, nel suo discorso al Senato ha utilizzato toni che hanno ricordato alcune tristi vicende sudamericane.

Il piatto è servito dunque. Si torna al voto, ma si tratterà di una cattiva illusione. Abbiamo visto con l’attuale legge Rosato quali sono le magagne alle quali devono andare incontro i partiti pur di essere eletti. Una legge fatta ad hoc per tradire le volontà di chi vota. In realtà servirebbe una legge elettorale per garantire governabilità senza tradire gli elettori e le loro volontà.

Figuriamoci. Dopo questo smacco, il PD utilizzerà qualsiasi arma a sua disposizione pur di evitare una facile vittoria del centrodestra. Già stamane il quotidiano “La Repubblica” titolava: “L’Italia tradita”. Verrebbe da chiedersi di quale Italia si stia scrivendo. Probabilmente quella pariolina o di CityLife. Sicuramente quella della Marzano che in preda al delirio afferma che è Draghi che dà fiducia al Parlamento o della De Gregorio che sminuisce un’altra volta la politica: “Draghi è come il titolare di una cattedra ad Harvard che è stato incaricato di una supplenza all’alberghiero di Massa Lubrense”. Eccovi la perfetta rappresentazione della sinistra snob che si ritiene superiore.

Pubblicato da Marco Spada

Specializzato in Scienze storiche presso l'Università degli Studi di Messina; vivo a Milazzo e mi occupo, nell’ambito della ricerca, del rexismo belga e della figura di Léon Degrelle. Vicedirettore del giornale online "Tirrenico News" dal 2019, fondatore del blogpolitico “Il Conservatore”, conduttore di “Obbligo di frequenza” sulle frequenze di Radio Milazzo e professore di materie umanistiche nei Licei. Amo la nouvelle cuisine e ho due icone in casa: quelle di Mou e di Moratti.

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