La barbarie di un’informazione a senso unico

Affermava Georges Sorel in “Considerazioni sulla violenza”: “La democrazia elettorale assomiglia assai al mondo della borsa; nell’uno come nell’altro, occorre operare sulla ingenuità delle masse, comprare l’appoggio della grande stampa, e aiutare il caso per mezzo di una infinità di astuzie […] in democrazia si ha tanta libertà quanta se ne può comprare“.

Il potere d’acquisto dipende dalla forza sociale che un uomo o una donna possono esprimere. In questo specifico caso che vi racconterò oggi, l’ominicchio è Roberto Speranza, il quale non ha bisogno di presentazioni. Certamente l’aggettivo coniato dal maestro Sciascia è un velo per un lemma ben più pesante che potrebbe causare non pochi problemi.

Durante una visita a Palermo per lanciare la candidatura a sindaco di Franco Miceli, Speranza ha letteralmente indetto una zona franca per la stampa nella quale ha permesso soltanto a pochi “eletti” l’accesso alla conferenza. Il resto è rimasto fuori nonostante fosse dotato di un regolare accredito. È il caso di una giornalista di un quotidiano messinese, la quale è stata trattenuta al di qua delle barriere dalle FdO.

Il motivo? Secondo le autorità, a causa di atti vandalici non ben precisati nel dove e nel quando, non potevano assistere alla conferenza tutti gli accreditati. Ecco che subentra la teoria dei pochi eletti e della democrazia da acquistare. Le sacrosante proteste contro Speranza sono state utilizzate come leit motiv per evitare l’ingresso della stampa non allineata.

D’altronde cosa ci si può aspettare da un ministrello che durante il primo maggio canta “L’internazionale” col pugno sinistro verso il cielo? Il soviet dell’informazione colpisce ancora. La barbarie di un’informazione a senso unico si è nuovamente manifestata a Palermo, città che dovrebbe rappresentare tutte le forme di libertà. Alla giornalista colpita dalle infami decisioni del ministrello va tutta la mia solidarietà.

Pubblicato da Marco Spada

Specializzato in Scienze storiche presso l'Università degli Studi di Messina; vivo a Milazzo e mi occupo, nell’ambito della ricerca, del rexismo belga e della figura di Léon Degrelle. Vicedirettore del giornale online "Tirrenico News" dal 2019, fondatore del Think Tank politico “Il Conservatore”, conduttore di “Obbligo di frequenza” sulle frequenze di Radio Milazzo e curatore del progetto filosofico-politico Syllabus. Amo la nouvelle cuisine e ho due icone in casa: quelle di Mou e di Moratti.

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