Quando conobbi Céline su Instagram: il caso “CriminiDem”

Stamane non scriverò sul conflitto ucraino e non discuterò di tesi o altrettante sintesi su ciò che sta accadendo nel nostro disgraziato paese. Oggi vi racconterò la storia di una pagina Instagram e di come essa abbia influito sulla vita dell’autore di questo contributo. Solitamente sul Conservatore gli ospiti sono presidenti, pensatori, politici e giornalisti, ma quest’oggi voglio puntare su altro, su un mondo che spesso viene demonizzato da chi aderisce ad un pensiero simile al mio.

Il bailamme social creato da Zuckenberg possiede, plasma, ha dato a quasi tutti – volenti o nolenti – una nuova forma mentis derivante dalla subcultura liberal americana. All’interno di questa coorte si sono formati dei novelli Arminio. Uno su tutti, il quale mi ha chiesto di restare anonimo, è il fondatore della pagina “CriminiDem“. Il paragone col principe dei Cherusci non deve risultarvi negativo, anzi il contrario.

La sua pagina ha una chiara natura vandeana, controrivoluzionaria, spesso mi ricorda il primo Verne. Il nome della suddetta non lascia spazio all’immaginazione: l’autore si è fatto carico dell’arduo compito di ribaltare l’odierna narrazione atlantista tramite l’aiuto dei “classici”, secondo il significato dato alla parola dal pensiero di Bene. Si citano spesso uomini delle più differenti estrazioni sociali e culturali per portare avanti un monito.

Un giorno, mentre navigavo durante il mio otium nella selva oscura del social, mi sono imbattuto in una frase che sintetizzava perfettamente il mio pensiero sui falsi idoli moderni:

“Come si fabbricano, vi domando io, gli idoli che popolano tutti i sogni delle generazioni di oggi? Come il più infimo cretino, il giornalucolo più ributtante, la più scoraggiante donzella, possono trasformarsi in dèi? Dee? Raccogliere più anime in un giorno che Gesù Cristo in duemila anni? Pubblicità! Che cosa domanda tutta questa folla moderna? Domanda di mettersi in ginocchio dinanzi all’oro e alla merda! Ha il gusto del falso, dell’artificioso, della fesseria farcita, come nessuna folla ha mai avuto in tutte le più arretrate antichità… Di colpo, la si rimpinza e ne scoppia… E tanto più nullo, tanto più insignificante è l’idolo scelto, tanto ha più probabilità di riuscire sul cuore delle folle… tanto più la pubblicità si attacca alla sua nullità, la penetra, ne produce l’idolatria! Sono le superfici più lisce quelle che prendono meglio la pittura.”

L.F. Céline, Bagatelle per un massacro

Da quel giorno conobbi lo scrittore della mia vita. L’inventore dell’argot, del linguaggio dell’odio, che meglio di tutti ha profetizzato l’avvenire. Ecco compiuta la controrivoluzione. O meglio ancora la rivoluzione delle anime, come disse qualcuno. Céline mi giova ancora all’anima, il suo linguaggio è pane quotidiano al pari dei “post” o delle storie della pagina CriminiDem.

È lo sbocco naturale di chi crede nell’europeismo tradizionale e non può udire le parole “Occidentalismo” o “Atlantismo” senza che il corpo provochi un conato. Il metodo utilizzato per portare avanti le sue tesi è innovativo: utilizzare la più grande cloaca dell’ateismo moderno per condurre la propria battaglia spirituale. Certo, lui stesso mi ha confessato che non è semplice schivare l’olezzo, ma prima o poi qualcuno dovrà pulire.

Nell’epoca dello sterile a tutti i costi e dell’igienicamente corretto, vi è chi perpetra la sua lotta tra l’apollineo e il dionisiaco. Vi è ancora chi duella contro i cadaveri recalcitranti per conservare quello spirito indomito che da Cesare si eleva fino ai giorni nostri. È l’odierna battaglia di Minas Tirith, dove orde infinite di orchi anonimi lottano per insozzare gli ultimi cavalieri di nobile stirpe.

All’autore di CriminiDem non posso che tributare questo articolo, che seppur misero racchiude emozioni, racconti e incontri “a distanza”. Perché anche una pagina Instagram può salvarti la vita.

Pubblicato da Marco Spada

Specializzato in Scienze storiche presso l'Università degli Studi di Messina; vivo a Milazzo e mi occupo, nell’ambito della ricerca, del rexismo belga e della figura di Léon Degrelle. Vicedirettore del giornale online "Tirrenico News" dal 2019, fondatore del Think Tank politico “Il Conservatore”, conduttore di “Obbligo di frequenza” sulle frequenze di Radio Milazzo e curatore del progetto filosofico-politico Syllabus. Amo la nouvelle cuisine e ho due icone in casa: quelle di Mou e di Moratti.

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