Caro bollette e superbonus edilizia: ecco le decisioni del Consiglio dei Ministri

Il Consiglio dei Ministri ha approvato due provvedimenti, per un ammontare totale di circa otto miliardi di euro, per contrastare il rincaro dell’energia e per sbloccare le cessioni del credito collegati al superbonus nell’edilizia.

Il primo dei due provvedimenti in questione contiene misure per aiutare famiglie ed imprese ad affrontare il caro bollette. Nel dettaglio, sono stati stanziati 4,8 miliardi di euro per le utenze domestiche, circa 400 milioni di interventi sull’Iva e 2,6 miliardi di intervento sul bonus sociale. Sul fronte delle imprese, il governo ha stanziato 2,8 miliardi di euro per inibire gli oneri di sistema e per aiutare le cosiddette aziende “energivore” e “gasivore“.

Per quanto concerne la produzione di gas è stato stabilito nel corso del Cdm che non ci saranno nuove trivellazioni. Si opterà, invece, per l’aumento della produzione dai giacimenti già in corso di sfruttamento, portandola dagli attuali tre miliardi di metri cubi a cinque. L’intento del governo è in questo caso quello di aumentare lo stoccaggio fino al 90% al fine di abbassare la quota di gas di importazione.

Per quanto concerne le energie rinnovabili, il governo impegna 290 milioni, sotto forma di crediti d’imposta per gli anni 2022 e 2023, per sostenere le aziende delle regioni meridionali che investiranno in efficienza energetica e in auto-produzione di energia da fonti rinnovabili. Nel decreto vengono, inoltre, stanziate risorse per il settore dell’automotive. Un miliardo l’anno per i prossimi otto anni al fine di favorire il processo di transizione che riguarda un settore strategico per l’economia del Paese.

Il secondo provvedimento contiene, invece, importanti novità riguardanti il superbonus del 110% nell’edilizia. Viene ripristinata la cessione del credito: nel dettaglio, saranno consentite fino a un massimo di tre cessioni, ma solo in ambito finanziario o bancario. Il nuovo decreto elimina, inoltre, gli impedimenti all’acquisto da parte dei soggetti finanziari autorizzati e regola l’utilizzo dei crediti sottoposti a sequestro penale, consentendo così agli intermediari finanziari di poter riprendere l’acquisto dei crediti di imposta.

SALVATORE DI BARTOLO

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