Il flop di Draghi e il ruolo dell’opposizione

A distanza di dodici mesi dalla nascita, l’attuale governo Draghi sembra più in affanno che mai. Ieri il premier ha strigliato gli azionisti di maggioranza dopo la pessima figura in commissione bilancio e affari costituzionali alla Camera sul Dl Milleproroghe, dove l’esecutivo è andato sotto non una ma ben quattro volte. Una sorta di encomio è lecito nei confronti dell’opposizione guidata in maniera impeccabile da una vera leonessa come Giorgia Meloni leader di FdI, la quale riesce ad innalzare il tetto sui pagamenti in contanti passando dagli attuali mille euro ai due mila euro per tutto il 2022, compattando nuovamente il centrodestra. A dimostrazione che quest’area politica, quando gioca unita e senza l’assillante tarlo di voler primeggiare e competere in una sorta di guerra fratricida, è praticamente granitica e solida come un panzer del secondo conflitto bellico mondiale.

Dopo un anno, come una specie di tagliando e messa a punto in termini automobilistici, affermare che il governo Draghi sia stato un flop non è certo una falsa testimonianza o una blasfemia. Eppure, dodici mesi fa Super Mario Draghi venne presentato con tutti gli onori e i tributi di una buona parte dei media, come il novello salvatore della patria che avrebbe risanato la nostra nazione dalle “piaghe d’Egitto” ossia dal Covid-19 ed invece i dati sono disastrosi, in modo particolare in campo economico dove una chiara responsabilità è da attribuire alle varie metamorfosi del green pass mutato nel breve corso dei tempi, diventando pochi giorni fa nientepopodimeno obbligatorio per gli over 50 con tanto di multa per i trasgressori che non aderiscono al passaporto vaccinale (roba che nemmeno il grande Orwell, padre del bestseller “1984”, stenderebbe a credere).

Inoltre, tale governo ha chiesto o meglio posto il voto di fiducia trenta volte e passa per salvare e blindare i propri risultati, di fatto minimizzando il ruolo del Parlamento ed inoltre siamo sempre più solamente sulla carta come: Repubblica parlamentare; a questo punto oltre ad aver sottoscritto alcuni gironi fa la proposta di FdI per l’avvento di un presidenzialismo con tutte le modifiche costituzionali del caso, auspico che il popolo italiano sia chiamato presto alle urne, perché un altro anno di calvario agonizzante con questo governo stile arlecchino -per non scomodare Frankenstein ma la sostanza non cambia in quanto le forze politiche che mantengono in vita il governo Draghi, sono frutto di un ibrido mostruoso- risulterebbe essere abbastanza usurante per tutti gli italiani.

A cura di Raffaele Schiavone

Pubblicato da Santi Cautela

Giornalista pubblicista, Direttore de IlTirrenico.it ed esperto di comunicazione istituzionale. Vive e scrive dalla Sicilia. Conservatore per stile di vita.

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