Il compagno Montanari ha ideologizzato anche le latrine

Dal sinistro mondo della Sinistra emerge un nuovo mostro politico: il compagno Montanari che ideologizza le latrine. Bagni inclusivi, bagni binari, bagni per tutte le miscele e le mescolanze; l’importante è che le deiezioni siano politicamente corrette. Spruzzate arcobaleniche di qua e di là, latrine col pugno sinistro alzato, asciugamani rigorosamente rossi. Sic et simpliciter un tripudio di sterco.

Sono queste le battaglie dell’odierna Sinistra, la quale impera negli uffici dei Rettori di tutta Italia. Quasi novant’anni dopo l’epurazione staliniana, all’interno delle menti dei compagni nulla è cambiato: in fin dei conti si è passati dalle purghe alle toilette, dunque una conseguenza più che naturale dell’ennesima cloaca uscita dall’orifizio di questi personaggi.

Montanari lo conosciamo già, purtroppo. Il neo rettore dell’Università per Stranieri di Siena è già balzato “all’onore” delle cronache per il suo sproloquio sulle Foibe sulle colonne del Fatto Quotidiano: “La legge del 2004 che istituisce la Giornata del Ricordo (delle Foibe) a ridosso e in evidente opposizione a quella della Memoria (della Shoah) rappresenta il più clamoroso successo di questa falsificazione storica“.

Poi rincara la dose citando il “titino” Eric Gobetti, impareggiabile esempio di storico rigoroso: “La Giornata del Ricordo, come è stata concepita è il momento in cui la versione del neo fascismo italiano diventa la versione ufficiale dello Stato”. E dunque se ne esce con disdicevole amenità: “È una legge dei neofascisti. Secondo me andrebbe cancellata”.

Il problema di fondo non riguarda la lotta per i bagni uguali per tutti – che resta una immonda baggianata – ma la presenza di questi personaggi negli ambienti accademici italiani. L’indefesso antifascista ha appena sfornato il primo capolavoro del suo incarico monocratico. È con la libera minzione che si appianano le disuguaglianze.

Già immagino la ribellione degli sciacquoni contro i “fascio-intolleranti” che si annidano tra i bagni universitari. Sempre più lontani dal popolo, ma costantemente ad un passo dalla toilette: d’altronde dove potrebbero trovarsi se non lì vicino, vista l’altissima frequenza con la quale partoriscono le loro stronzate?

Pubblicato da Marco Spada

Dottore in Lettere (curr. Storico) e specializzando in "Scienze storiche" presso l'Università degli Studi di Messina; vivo a Milazzo e mi occupo, nell’ambito della ricerca, della correlazione tra società e dittature novecentesche. Caporedattore del giornale online "Tirrenico News" dal 2019 e collaboratore giornalista del mensile "Cultura Identità". Tradizionalista di stampo evoliano, interista di stampo morattiano.

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