Party sul barchino: l’influencer tunisina si difende da Del Debbio, ma i numeri sui flussi illegali sono impietosi

Qualche giorno fa era balzata agli onori dell cronaca per aver ripreso in un video, diventato poi virale, il suo arrivo in Italia su un barchino irregolare partito dalla Tunisia. Le immagini, in cui gli irregolari cantavano e ballavano a bordo del barchino, avevano scatenato un putiferio sui social ed alimentato una polemica che non accenna tuttora a placarsi. Polemica, da cui Sabee al Saidi, influencer con più di un milione di follower, si difende parlando ai microfoni di “Dritto e Rovescio”, il talk di Rete4 condotto da Paolo Del Debbio:Ho girato il video quando abbiamo visto la terra ferma e ho immortalato la gioia dei miei compagni di viaggio, dopo 23 ore di paura. Eravamo felici di essere arrivati sani e salvi in Italia”.

In merito all’arrivo tra balli e risate all’hub di Lampedusa che così tante polemiche aveva scatenato, la 18enne tunisina afferma: “Il viaggio è stato difficile ed è durato oltre 23 ore senza cibo né acqua. Ho avuto paura di morire e quando siamo approdati, eravamo felici. In Tunisia non si può vivere più – conclude la giovane – sono stata buttata fuori da scuola, perché ho postato alcuni video su Tik Tok. Lì non c’è libertà, per quello sono scappata”.

L’influencer protagonista del ‘party sul barchino’ cerca dunque di smarcarsi così dalle accuse provenienti soprattutto dal centrodestra, con in testa il leader della Lega Matteo Salvini che aveva così commentato dopo lo sbarco irregolare: “Da aggiungere all’album Scherzi a parte dopo lo sbarco con il barboncino, la pecora e la comune tenuta da Turista per sempre. Durante la traversata clandestina, su un barcone irregolare, l’influencer tunisina pubblica storie Instagram e foto, gaudenti e sorridenti. A voi i commenti”.

Polemiche politiche a parte ci sono i numeri forniti dall’agenzia Frontex sugli sbarchi (che risultano davvero impressionanti) a certificare una situazione emergenziale in merito alla gestione dei flussi migratori illegali: “Tra gennaio e ottobre – si legge nel rapporto – le autorità europee hanno segnalato 55mila attraversamenti illegali delle frontiere sulla rotta del Mediterraneo centrale che interessa l’Italia e Malta, e nel solo mese di ottobre sono stati segnalati 6.240 attraversamenti illegali, l’85 per cento in più rispetto all’anno precedente sotto le restrizioni legate al Covid e il 186 per cento in più rispetto al 2019″.

SALVATORE DI BARTOLO

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