I genitori scalzi protestano contro il Green Pass per i bambini in Lituania

La progressiva cancellazione dei diritti umani prosegue imperante in tutta Europa. Quest’oggi è arrivata la notizia della protesta dei genitori lituani contro l’ennesima infame proposta del governo, il quale si è perfettamente allineato alle direttive provenienti dal resto dell’Europa occidentale. In Italia si etichettano i bambini come “maligni amplificatori biologici“, così da preparare il terreno per l’inoculazione nella fascia dai 5 agli 11 anni.

Il governo lituano sta pensando di introdurre il Green Pass – altresì definito a Vilnius come “Opportunity Pass” – per i bambini sopra i 12 anni. Questa manovra abominevole non ha fatto altro che aumentare la rabbia dei cittadini lituani già vessati da misure grottesche molto simili a quelle italiane (un tampone costa 75€). Un nutrito gruppo di genitori scalzi ha protestato davanti alla sede del governo lituano per evidenziare la natura discriminatoria del provvedimento.

In Lituania, l’Opportunity Pass viene rilasciato alle persone sopra i 16 anni che sono guarite dal Covid-19 negli ultimi 210 giorni, che sono risultate negative al coronavirus usando una PCR o un test antigenico dal costo esoso o che sono state completamente vaccinate. Il certificato funziona allo stesso modo di quello italiano.

“Limitare le opportunità dei bambini è uno dei fattori di rischio per la discriminazione. Non potranno andare in gita scolastica, andare agli eventi, dal parrucchiere o in palestra. Penso che questo sia sbagliato e illegale”, ha detto a LRT.lt Vitalija Jankauskaitė, l’organizzatrice della protesta.

“Non so se c’è un politico che vuole passare alla storia come una persona che ha introdotto la discriminazione e la segregazione dei bambini”, ha aggiunto. Alla domanda perché le madri hanno protestato a piedi nudi, Jankauskaitė ha risposto affermando che simboleggiava la loro intenzione pacifica.

Secondo il ministero dell’Educazione, della Scienza e dello Sport, ai bambini non verrà chiesto di mostrare un certificato Covid quando andranno a scuola o parteciperanno all’educazione non formale. Il ministro della salute lituano Arūnas Dulkys ha detto che il governo deciderà mercoledì se introdurre i certificati Covid ai bambini sopra i 12 anni.

L’Europa vive le sue ore più buie. Il totalitarismo sanitario ha pervaso praticamente tutti. Nascono focolai di resistenza, ma non sembrano sortire alcun effetto. È difficile restare ad occhi asciutti quando una civiltà – la propria – va a fuoco. Il futuro, naturalmente, riserverà altri conflitti. La storia non finisce. La memoria di noi che abbiamo resistito in queste condizioni difficilissime ispirerà sicuramente nuove lotte.

I vincitori di oggi non devono dormire sonni tranquilli. Resta il fatto che il mondo di prima non tornerà più. E quando muore il mondo che ci ha cresciuti, un po’ si muore dentro anche noi.

Pubblicato da Marco Spada

Dottore in Lettere (curr. Storico) e specializzando in "Scienze storiche" presso l'Università degli Studi di Messina; vivo a Milazzo e mi occupo, nell’ambito della ricerca, della correlazione tra società e dittature novecentesche. Caporedattore del giornale online "Tirrenico News" dal 2019 e collaboratore giornalista del mensile "Cultura Identità". Tradizionalista di stampo evoliano, interista di stampo morattiano.

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