Manovra: arriva il sacrosanto aumento per i sindaci, ma attenzione al voto del Consiglio

Dopo una lunghissima attesa arriva con almeno qualche decennio di ritardo il tanto agognato riconoscimento economico per i sindaci. Grazie ad una norma contenuta nella manovra varata dal governo Draghi, i primi cittadini potranno finalmente vedere ritoccata verso l’alto la loro indennità restituendo così dignità e, magari anche un pizzico in più di appetibilità, a quella che ormai sembra essere divenuta la più bistrattata e meno ambita delle cariche politiche.

Ad oggi, l’indennità prevista per i sindaci passa da un minimo di 1.290 euro lordi per i Comuni fino a 1000 abitanti ad un massimo di 7.800 euro lordi per quelli con oltre 500 mila abitanti. Adesso, per effetto della norma contenuta nella nuova finanziaria, i Comuni potranno incrementare l’indennità dei primi cittadini portandola nel caso dei sindaci delle Città al di sopra dei 500 mila abitanti allo stesso livello di quelle percepite dai presidenti di Regione, mentre per tutti gli altri sindaci sono previsti aumenti che diminuiscono percentualmente in base al decrescere della popolazione. Unitamente allo stipendio del sindaco, i Comuni potranno poi aumentare, utilizzando i medesimi criteri, anche gli emolumenti del vice, degli assessori e del presidente del consiglio comunale. Per garantire la copertura finanziaria della norma il governo ha stanziato un fondo ad hoc di 100 milioni di euro per il 2022, 150 milioni per il 2023 e 220 milioni a decorrere dal 2024.

Fin qui tutto fantastico però l’attesissimo aumento innesca inevitabilmente una delicatissima questione politica: l’attuazione di tale norma prevede in capo ai Comuni l’onere di una variazione di bilancio approvata dal consiglio comunale. In epoca di tagli radicali e di antipolitica militante siamo proprio certi che i sindaci se la sentiranno di sostenere il peso politico e le probabili ricadute in termini di consenso elettorale connesse all’attuazione di un provvedimento assolutamente sacrosanto ma che rischia di farli finire sulla graticola come spesso accade in Italia quando si parla di costi della politica?

SALVATORE DI BARTOLO

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