Salvini e Meloni sotto attacco a ridosso del voto, ecco la cronistoria di Quarta Repubblica

Nicola Porro smaschera la sinistra. Nel corso della trasmissione di Rete4 Quarta Repubblica, andata in onda lo scorso lunedì, un servizio rivela la strategia del fango messa in piedi dapprima alla vigilia delle amministrative del 3 e 4 ottobre, e poi dei ballottaggi, allo scopo di mettere in cattiva luce il centrodestra. Il tempismo è praticamente perfetto. Tutto inizia lo scorso 27 settembre, allorquando scoppia il caso Morisi. L’ormai ex responsabile della comunicazione social di Matteo Salvini, viene accusato di cessione di stupefacenti in seguito ad un’indagine condotta più sui giornali che nelle Procure, come spesso si è soliti fare in una certa sinistra da trent’anni a questa parte. Tonnellate di inchiostro per riempire pagine intrise di accuse finite poi nel dimenticatoio. All’indomani del 4 ottobre si scopre casualmente che non è stato Morisi ad aver ceduto la droga dello stupro ai due escort rumeni con cui ha passato la notte del 14 agosto. 

L’ormai archiviato caso Morisi non è stata tuttavia l’unica grana con cui il centrodestra ha dovuto fare i conti a ridosso delle urne. Il 30 settembre viene diffusa un’inchiesta condotta da Fanpage, che questa volta mira a colpire Fratelli d’Italia ed alcuni suoi dirigenti, su tutti l’europarlamentare Carlo Fidanza. Questa volta non si tratta di droga, ma il nuovo ordigno ad orologeria riguarda presunti finanziamenti illeciti al partito di Giorgia Meloni. Anche in questa occasione però qualcosa non torna. Il quotidiano online si rifiuta infatti di fornire le circa 100 ore di girato per fare chiarezza sull’accaduto, e tutto svanisce, ancora una volta, dopo il voto. 

L’attacco elettorale al centrodestra non si ferma qui: il 9 ottobre il candidato sindaco capitolino Enrico Michetti, si trova a dover fare i conti con accuse di antisemitismo per alcune frasi da lui pronunciate sulla Shoah. In un articolo datato 2020, ed anche in questo caso balzato agli onori della cronaca a distanza di un anno, Michetti si interrogava sul motivo per cui l’Olocausto venga ritenuto dai buonisti preminente rispetto ad altri eccidi. In seguito a queste frasi il candidato sindaco, inutile dirlo, finisce nel tritacarne mediatico e viene addirittura accusato di essere ‘hitleriano’.


Ed infine è il turno dell’assalto alla Cgil avvenuta per mano di personaggi vicini al mondo neofascista quali Roberto Fiore Giuliano Castellino. Nonostante le violenze siano state perpetrate dai vertici di Forza Nuova, la responsabilità viene fatta ricadere ancora una volta su Fratelli d’Italia e Lega, ree, secondo la sinistra, di non aver preso le distanze in maniera abbastanza netta dagli episodi romani. 

Si giunge così alla vigilia dei ballottaggi con un centrodestra che in sole due settimane si è visto piovere addosso le accuse più disparate, con un tempismo che ha davvero dell’incredibile. Accuse tutte rigorosamente cadute nel vuoto il giorno dopo il voto. E c’è da scommettere che sarà così anche questa volta: dal prossimo 19 ottobre lo spettro di una deriva fascista verrà nuovamente risposto in un armadio, pronto per essere tirato fuori alla prossima tornata elettorale.  

SALVATORE DI BARTOLO

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