Gli antifascisti del lasciapassare si rassegnino: il fascismo è morto nel 1943

Ecco l’ennesima prova che all’inferno si scende a piccoli passi. La meravigliosa manifestazione di Piazza del Popolo di sabato, la quale ha raccolto più di ottantamila persone, è stata abilmente squalificata tramite l’utilizzo di infiltrati e personaggi dalle storie parecchio torbide. Credere ai proclami di Forza Nuova è anacronistico e banale, d’altronde il fascismo è morto in quel giorno di luglio del 1943.

Quel che non è deceduto, purtroppo, è un carattere politico tipico di terre ben più ad est rispetto alla nostra. Soltanto il quotidiano indipendente “La Verità” insieme a pochi altri, incluso questo blog, hanno denunciato il crescente clima di esasperazione che serpeggia nella nostra società causato dall’introduzione del lasciapassare. Ad agosto nascevano le prime incongruenze, come ad esempio quella che garantiva l’accesso libero alla Santa messa, ma non ai musei di tutta Italia.

Da subito si è cercato di far notare l’inapplicabilità della misura, ma il governo cosiddetto dei “migliori” ha tirato diritto (!!) e ha mandato in edicola i suoi giornali con titoli del genere: “Criminali no vax“, “Caccia ai no vax“. La linea moderata non può certamente appartenere ad un regime che va pian piano instaurandosi tramite l’utilizzo delle emergenze.

Tramite il ricatto del lasciapassare, secondo Speranza e compagnia cantante “Bella ciao“, si sarebbero obbligatoriamente dovuti sottoporre al siero oltre 23 milioni di lavoratori. Ma non è andata così. Mancano all’appello 8 milioni di italiani, i quali sarebbero degli ignoranti, delle persone facilmente condizionabili. D’altronde, in un modo o nell’altro, i vescovi del diktat culturale della sinistra dovranno pur imporre la loro superiorità culturale.

Sta di fatto che i “migliori”, dopo aver ridotto al rango di talebani coloro che hanno rifiutato o hanno dei dubbi sul siero, adesso si trovano di fronte ad un bel problema. L’assalto alla Cgil e i conseguenti scontri tra le vie dell’Urbe sono da condannare, questo è certo. Ma chi ha deciso che dal 15 ottobre 5 milioni di lavoratori senza Green pass dovranno essere sospesi e lasciati senza stipendio dovrebbe riflettere sugli errori commessi.

In Piazza del Popolo non c’erano professionisti delle sommosse o sedicenti squadristi capitanati dal Farinacci di turno, bensì persone normali che vogliono lavorare senza sottoporsi ad alcunché. Draghi e Speranza – i principali indiziati per questo caos – hanno innescato una bomba sociale. Con i loro diktat hanno espulso milioni di italiani dalla società civile creando così dei cittadini di serie B.

Il buonsenso non è di casa in un governo che ha annichilito il ruolo delle Camere e ha esautorato il garante della Costituzione. È da stupidi e inetti dare quotidianamente del cretino a chi non vuole vaccinarsi. Altresì è inutile e molto pericoloso dare del criminale a chi rifiuta il siero. Nel resto dell’insieme dei vari paesi democratici non vi è alcun obbligo. Al massimo si chiede il tampone. Vi siete mai chiesti il perché?

Scriviamo di stati come la Francia e la Germania, i quali contano molti meno vaccinati e parecchi contagi in più rispetto a noi, ma nessuno ha più osato parlare di obbligo. Qui in Italia, complice la rimbecillita mentalità cattocomunista, si insiste nel cercare gli sbagli degli altri. Il lasciapassare non è altro che una manovra economica: oltre 5 milioni di persone verranno lasciate a casa senza stipendio e forse anche senza il reddito di cittadinanza che tanto piace ai compagni col pugno alzato davanti alla sede della CGIL.

Proprio questi compagni urlano al fascismo, nonostante esso sia morto e sepolto già da parecchi decenni. È semplice urlare al pericolo nero, quando in realtà sono loro ad aver instaurato un regime quasi perfetto. Scrivo “quasi” perché le ribellioni divampano e non sarà di certo un nuovo DL atto a bloccare le manifestazioni a fermare il ribollire del sangue italiano.

Proprio un nuovo decreto potrebbe farci scivolare direttamente nel Cocito. Se ne parla già sui giornali e molti non vedono l’ora. Se Draghi dovesse squalificare le piazze rivoltose, in tutto lo Stivale deflagrerebbero nuovi e più pesanti moti di ribellione. Questo è un appello al buonsenso: lasciate il fascismo agli storici che lo studiano e concentratevi sulle vostre malefatte. Perché anche quelle, prima o poi, passeranno alla storia. E il giudizio sarà tremendo.

Pubblicato da Marco Spada

Dottore in Lettere (curr. Storico) e specializzando in "Scienze storiche" presso l'Università degli Studi di Messina; vivo a Milazzo e mi occupo, nell’ambito della ricerca, della correlazione tra società e dittature novecentesche. Caporedattore del giornale online "Tirrenico News" dal 2019 e collaboratore giornalista del mensile "Cultura Identità". Tradizionalista di stampo evoliano, interista di stampo morattiano.

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