Ecco la nuova destra di Daniele Capezzone: Antitasse, pro libertà, dalla parte dei dimenticati dalla sinistra

Lo scorso 5 ottobre è uscito il suo nuovo libro ‘Per una nuova destra. Antitasse, pro libertà, dalla parte dei dimenticati dalla sinistra’, edito da Piemme. E non avrebbe potuto scegliere un momento migliore Daniele Capezzone per il lancio del suo ultimo lavoro, già in cima alle classifiche dei bestseller più venduti su Amazon.

Giornalista, opinionista e saggista, Capezzone ha lasciato l’arena politica nel 2018 dopo essere stato per due volte deputato ed aver presieduto la Commissione attività produttive (2006 – 2007) e la Commissione Finanze (2013 – 2015). Nel corso della sua carriera politica Capezzone ha inoltre ricoperto, tra l’altro, il ruolo di segretario nazionale dei Radicali Italiani (2001 – 2005) e di portavoce dapprima di Forza Italia e successivamente del neonato Pdl. Attualmente scrive per il quotidiano La Verità (per cui cura anche la rassegna online LaVeritaAlleSette) e per il magazine Atlantico. In tv appare come commentatore in diversi programmi Mediaset di successo. Atlantista, liberale classico, detesta il politicamente corretto.

Con lui, oltre a discutere della sua ultima fatica, abbiamo voluto analizzare l’esito delle elezioni amministrative dello scorso 3 e 4 ottobre nonché l’attuale situazione del centrodestra.

Dopo il successo di Likecrazia è da poche ore è uscito il suo nuovo libro “Per una nuova destra”. Qual è l’idea di destra di Daniele Capezzone? 
Il sottotitolo del libro offre tre ‘indizi’: antitasse, pro libertà, dalla parte dei dimenticati dalla sinistra. La battaglia fiscale è cruciale, insieme a quella per l’allargamento della sfera di scelta di individui, imprese e famiglie (e quindi per ridurre simmetricamente la sfera di decisione pubblica e statale). E tutto ciò lo si può fare pensando sia agli autonomi e alle imprese che al lavoro dipendente. La working class sembra non importare più a una sinistra che pensa alle élite urbane e al lavoro pubblico, non ad altre fasce sociali. 
A proposito di destra, come ne esce il centrodestra da quest’ultima tornata elettorale?
Malissimo. Raccoglie ciò che ha purtroppo seminato: candidature fragili, assenza di visione, silenzio sui temi economici e fiscali. 
Lei ha recentemente dichiarato che la svolta moderata e la scelta di candidati civici non paghi. Crede che in tema di consensi tali decisioni abbiano punito il centrodestra? 
Non so cosa siano i mitici ‘moderati’. Vedo invece elettori di centrodestra che giustamente scelgono, premiano o puniscono: se gli offri candidati deboli, respingono questa offerta politica. E’ bene che la destra lo capisca: gli elettori, da questa parte, sono giustamente esigenti.
E invece, le vicende Morisi e Fidanza che ruolo crede abbiano giocato nell’economia di queste elezioni? 
Rispetto al voto, poco. Ma moltissimo in termini di tentata demonizzazione di Salvini e Meloni. La sinistra e i suoi media di riferimento non cambiano mai. 
Chiudiamo con un proposito per il futuro. Da dove dovrebbe ripartire il centrodestra secondo Daniele Capezzone? 
Dallo studio delle campagne elettorali di Trump nel 2016 (e pure nel 2020, nonostante la sconfitta) e di Boris Johnson nel Regno Unito. C’è molto da imparare.

SALVATORE DI BARTOLO

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