La piovra del ricatto vaccinale estende i suoi tentacoli su Messina

In un modo o nell’altro, in barba allo stato di diritto e alla nozione di scienza, tutti dovranno vaccinarsi. Non potrà esimersi nessuno perché così vuole il Governo Supremo. La scienza è ormai inglobata nell’ideologia e perciò degradata a mera superstizione, mentre la nozione di diritto è divenuta puro arbitrio. Il 30 settembre la Gazzetta del Sud, noto quotidiano finanziato dal fondo stabilito dal Governo per comprare l’informazione (clicca qui per approfondire), pubblica un articolo dal titolo: “Covid, Messina e 16 comuni della provincia lontani dal target: rischiano la zona rossa“.

Immediata la chiosa del commissario Firenze, ovvero il fautore del grottesco duo birra-vaccino presso la Fiera di Messina: “Se entro il 15 ottobre non verrà raggiunto il target del 75% di vaccinati, i comuni rischiano di finire in una zona ad alto rischio, altrimenti nota come zona rossa con gravi danni per le località e per le attività che operano in quel territorio”. Quando e dove è stato stabilito questo target? Perché la comunicazione governativa non ci ha mai edotti sul fatto?

Eppure, come in ogni avvenimento e/o dichiarazione che riguarda il Covid-19 in questi ultimi due anni, vi è qualcosa di fortemente controverso. Il sistema delle zone a colori, repressivo e assurdo nel suo concepimento, non dipende ufficialmente dal dato delle ospedalizzazioni? Come può il commissario Firenze cambiare i parametri ufficiali senza alcuna autorizzazione? La zona rossa dovrebbe scattare quando le terapie intensive superano il 30% e il tasso di occupazione dei posti letto in area medica va oltre il 40%.

Non esiste alcun riferimento al tasso dei vaccinati. Anzi, si tratterebbe soltanto dell’ultimo passo verso l’esasperazione di un conflitto orizzontale già in atto. Prendiamo ad esempio uno dei casi più eclatanti, ovvero quello di Villafranca Tirrena. Secondo quanto riferisce il sito byoblu.com, il sindaco Marco De Marco legge l’articolo sulla Gazzetta del Sud e contatta il commissario Firenze per avere spiegazioni. Il funzionario conferma quanto dichiarato al quotidiano.

A quel punto il sindaco emette una comunicazione ufficiale per invitare i suoi concittadini a prenotare l’inoculazione in occasione dell’open day del 13 ottobre o con altre modalità. La comunicazione del sindaco riporta in sostanza il messaggio dichiarato a mezzo stampa dal commissario: se entro il 15 ottobre non si raggiunge il 75% di vaccinati, il comune di Villafranca, insieme ad altri, rischia di essere messo in zona rossa “con gravi danni per tutta la cittadinanza ed in particolar modo per le attività commerciali”.

Il commissario Firenze ne sa una più del diavolo. Dopo la censura sul caso dell’infermiere Antonio Mondo e sulle assurde offerte “birra-vaccino”, adesso sogna di creare il “divide et impera” perfetto. Non importa se una parte della cittadinanza decide legittimamente di rifiutare un trattamento farmacologico sperimentale. Le ripercussioni ci saranno comunque. Tra due o tre mesi, quando altri avranno ceduto al ricatto, le percentuali saliranno all’ottantacinque o al novanta percento?

A proposito dell’ultima grottesca novella di Firenze, l’avvocato Giuseppe Sottile ha così commentato:

Ventuno comuni rischiano la zona rossa se non raggiungono il 75%. Una comunicazione più obiettiva dovrebbe rappresentare la situazione in termini più corretti, scrivendo che i cittadini di 21 comuni della Provincia di Messina stanno sotto la minaccia che se non continuano a vaccinarsi i loro territori diventeranno zona rossa. 

Un ricatto vero e proprio che ineluttabilmente confligge con la libertà vaccinale e con il diritto a non essere discriminati previsti dal Regolamento Europeo e dai principi costituzionali.

Una minaccia che rischia di esacerbare ulteriormente le divisioni tra chi si è vaccinato e chi per libera scelta ha deciso di non vaccinarsi, che viene così additato e colpevolizzato da una narrativa che non trova più riscontro nei dati oggettivi, posto che, ovunque, ad una più alta percentuale di vaccinati, non corrisponde affatto una diminuzione dei contagi. 

Avv. Giuseppe Sottile 

Coordinatore provinciale e dirigente nazionale Italexit con Paragone.

Pubblicato da Marco Spada

Dottore in Lettere (curr. Storico) e specializzando in "Scienze storiche" presso l'Università degli Studi di Messina; vivo a Milazzo e mi occupo, nell’ambito della ricerca, della correlazione tra società e dittature novecentesche. Caporedattore del giornale online "Tirrenico News" dal 2019 e collaboratore giornalista del mensile "Cultura Identità". Tradizionalista di stampo evoliano, interista di stampo morattiano.

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