La ‘caccia al no-vax’ è partita, come la ‘caccia al politico’ nella stagione di Mani Pulite

Clima decisamente pesante quello che si respira in queste ultime ore in Italia. Un paese letteralmente spaccato in due, tra chi ritiene che il green pass rappresenti una necessità vitale per ritornare a vivere e scongiurare il rischio di nuove chiusure e chi invece sostiene l’idea secondo la quale il suddetto lasciapassare rappresenti un forte limite alle libertà costituzionali. Una divisione netta, amplificata ulteriormente da quelli che potremmo semplicisticamente definire ‘gli addetti ai lavori’, siano essi politici, giornalisti, opinionisti o virologi. Sì, perché spesso e volentieri sono proprio le uscite infelici ed i toni inadeguati di chi in realtà sarebbe a preposto a ‘mantenere l’ordine‘ ad acuire ulteriormente scontri e spaccature. E poco importa poi se quei soggetti che alimentano il caos sono gli stessi che passano le loro giornate ad appiccicare l’etichetta di ‘irresponsabile’ a chi sceglie liberamente di non conformarsi al pensiero unico dominante.

Un vero e proprio clima da ‘caccia alle streghe’ che sta portando le masse ad identificare in un nemico da abbattere chi, compiendo una scelta libera e personale, decide di non sottoporsi alla somministrazione del vaccino od anche chi, anche se già vaccinato, manifesta una qualche obiezione nei confronti della scelta del governo di introdurre il green pass. Una ricerca spasmodica del colpevole di turno su cui riversare le colpe di una situazione che tende sempre più a sfuggire di mano a chi governa, e destinata ad acuirsi ancor di più nelle prossime settimane, allorquando, con l’arrivo dell’autunno, si evidenzierà necessariamente un fisiologico aumento dei contagi ed un conseguente peggioramento del quadro epidemiologico. Peggioramento che, visti i presupposti, verrà di certo imputato ad una determinata categoria identificata con il ‘no-vax’, con tutte le conseguenze che da questo poi scaturiranno.

Una situazione esplosiva dunque, così come in Italia non se ne vedevano da tempo. Bisogna infatti tornare indietro ai primi anni novanta ed alla stagione passata poi alla storia come ‘Tangentopoli’ per ritrovare un tale livello di scontro e di esasperazione collettiva nel paese. In molti si chiederanno adesso, cosa c’entra adesso Tangentopoli con il green pass, qual’è il nesso logico che lega le due vicende apparentemente distanti anni luce. Il nesso esiste, eccome! Anche in quei giorni infatti, come oggi, la quasi totalità degli organi di stampa e del mondo intellettuale trovò improvvisamente una sorta di simbiosi ed un medesimo obiettivo: fare fronte comune contro chi, in quel momento, veniva considerato il nemico da abbattere a tutti i costi: la partitocrazia.

Si iniziò quindi a dipingere il politico come il ‘male assoluto’, il ‘ladro’, il ‘corrotto’. Ieri il politico, oggi il manifestante, dipinto ora come ‘no-vax’, ora come ‘irresponsabile‘, ora ‘estremista di destra. Gli attori sulla scena sono evidentemente diversi, ma il copione è spaventosamente simile. Si identifica un nemico od una categoria di nemici, gli si sguinzagliano contro i ‘giornalisti di regime’ che bombardano letteralmente le masse di informazioni tese a screditare il nemico di turno e miranti ad inculcare nell’uomo un’idea ben definita: ‘eccolo, è lui il male da estirpare a tutti i costi per tornare a vivere.’ Si crea così un clima artefatto di odio e di frustrazione collettiva, in cui il giustizialismo regna incontrastato. Odio che potrà essere placato soltanto attraverso il gesto estremo: ‘l’abbattimento del nemico pubblico’.

Allora fu la politica a soccombere, e con essa quel Bettino Craxi che in quel momento rappresentava ‘l’uomo forte’ , quindi quale miglior simbolo da sacrificare sull’altare della giustizia per estirpare il cancro della corruzione e ristabilire una situazione di legalità. Oggi, invece, il bersaglio è il manifestante o chiunque si opponga all’ideologia di stato, che con la sua irresponsabilità mette a rischio la vita e la salute altrui. Evidentemente manca ancora un personaggio da eleggere a simbolo e quindi a ‘male supremo’, a bestia feroce da sacrificare perché il popolo possa finalmente comprendere le reali conseguenze del non essersi conformati alla nuova ideologia dominante. Ma per quello c’è tempo. Nel frattempo la ‘caccia al no-vax’ è già partita!

DI BARTOLO SALVATORE

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: