All’inferno si scende a piccoli passi

In 506 giorni abbiamo “accettato” praticamente tutto. Prima il coprifuoco, poi la proroga dello stato di emergenza al 31 dicembre, adesso ci dovremo piegare anche all’utilizzo di un pass per accedere in un ristorante o per allietarci con un film al cinema. Prima di discutere del degrado costituzionale che sta colpendo il nostro già martoriato Paese, è necessario capire da dove parte questo fenomeno illiberale.

Si sta costruendo, in maniera molto simile al modello cinese, un sistema di controllo sempre più pervasivo della vita dei cittadini. Lo stato, tramite dichiarazioni fuorvianti e pericolose, divide la massa e fomenta discordie per imporre nuovi modelli di vita. Ciò che mi sento di affermare è che non avremo mai più indietro quei lembi di libertà strappatici pian piano durante questo anno e mezzo.

Avendo accettato una quantità di misure straordinarie pressoché infinite, il callo si è ormai formato e sarà arduo rimuoverlo. La nuova composizione societaria in senso restrittivo e limitativo ha reso profetici gli scritti di Orwell e Huxley. L’obbligo del green pass per entrare in cinema, ristoranti e altri luoghi pubblici è solo l’ultima limitazione in ordine di tempo, ma prepariamoci al peggio nei prossimi mesi.

Se il numero dei contagi dovesse salire, la colpa andrà a coloro che hanno deciso – o sono costretti per motivi di salute – di non sottoporsi all’inoculazione, poiché la narrazione dominante ha stabilito ciò per non venir meno al tradizionale “divide et impera“. Il green pass, nato per gli spostamenti tra i paesi dell’UE, è uno strumento che lede la libertà e apre la porta ad ulteriori restrizioni lesive di altri diritti: uno su tutti quello del lavoro.

Dovrebbe fare orrore a tutti una distinzione in cittadini di serie A provvisti del pass e cittadini di serie B non forniti di esso. Invece, specialmente in Italia, non è così. Si leggono quotidianamente dichiarazioni di odio da parte di finti giornalisti, medici di laboratorio e generali. Ne citerò alcuni:

“Nelle piazze il virus del No-Pass” (La Stampa, 25/7/2021), “Confindustria, mossa anti no-vax: senza vaccino niente stipendio, la proposta” (QuiFinanza, 21/7/2021), “Covid, Bassetti: “Attacchi no-vax sono attacchi di organizzazioni criminali a Stato” (Adnkronos, 25/7/2021), “L’appello a non vaccinarsi è un appello a morire, dice Draghi” (La Repubblica, 23/7/2021), “Propongo una colletta per pagare ai nova gli abbonamenti Netflix per quando dal 5 agosto saranno agli arresti domiciliari chiusi in casa come dei sorci” (Roberto Burioni, profilo Twitter), “Selvaggia Lucarelli ed Heather Parisi, scintille social: “Vorrei un virus che mangia gli organi riducendoti a poltiglia”, la ballerina replica” (Libero, 27/2/2021), “Andrea Scanzi, il post virale condiviso: vedervi morire come mosche, uno spettacolo” (Corriere dell’Umbria, 28/10/2020), “Caccia ai non vaccinati, sono oltre 17 milioni” (La Repubblica, 19/7/2021), “Ilaria Capua e la provocazione: “No vax paghino costi ricoveri” (Adnkronos, 22/7/2021), “Emilia, assessore regionale propone carrozze treno per vaccinati e non” (TgCom24, 21/7/2021), “No vax, bamboccioni senza cervello” (La Stampa, 24/7/2021), “Vaccino covid, Crisanti: No vax si ammala? Paga le cure” (Adnkronos, 9/7/2021), “Variante Delta, Bassetti: Covid in autunno? In lockdown solo i non vaccinati” (Adnkronos, 2/7/2021), “Team della Difesa e medici di base. Partita la caccia ai No Vax over 60” (ilGiornale, 28/6/2021).

Il clima di vera e propria caccia alle streghe originatosi dalle follie di Speranza durante il governo Conte con la conseguente tirannia del pass creata dal vescovo di Goldman Sachs porterà all’esasperazione di un conflitto sociale già in atto. Fanno certamente dispiacere le parole di Liliana Segre: “chi non si vaccina stia isolato”, poiché questa dichiarazione la mette sullo stesso piano dei suoi carnefici.

Resta da chiedersi il perché di una discesa verso l’abisso così tremenda, ma non dovremmo sorprenderci troppo. La miseria della natura umana si è svelata per intero durante questo periodo e sicuramente si scenderà ancora più in basso. Ma in punta di piedi, senza far troppo rumore. Perché all’inferno si scende a piccoli passi.

Pubblicato da Marco Spada

Dottore in Lettere (curr. Storico) e specializzando in "Scienze storiche" presso l'Università degli Studi di Messina; vivo a Milazzo e mi occupo, nell’ambito della ricerca, della correlazione tra società e dittature novecentesche. Caporedattore del giornale online "Tirrenico News" dal 2019 e collaboratore giornalista del mensile "Cultura Identità". Tradizionalista di stampo evoliano, interista di stampo morattiano.

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