La censura degli ‘eretici’: Instagram imbavaglia Porro e Capezzone

Nicola Porro e Daniele Capezzone due voci fuori dal coro, due professionisti che coraggiosamente hanno scelto di non allinearsi al pensiero unico dominante, due veri liberali! Mica come tutti coloro i quali in questi anni hanno ripetuto fino alla nausea di essere tali salvo poi eclissarsi nel momento in cui bisognava davvero darne prova. Due personaggi pubblici molto stimati ed apprezzati, con un seguito importante ed in costante crescita tra gli italiani, i cui punti di vista, spesso e volentieri in contrasto con quelli del mainstream, non passano di certo inosservati.

Alle ore 19 del 22 luglio, i due giornalisti fissano una diretta Instagram per commentare le decisioni assunte dal Consiglio dei Ministri in merito all’introduzione dell’obbligatorietà del green pass in Italia. Lo stesso giorno, alla stessa ora, è fissata la conferenza stampa del premier Mario Draghi per annunciare agli italiani le decisioni assunte dal Cdm.

Una diretta molto seguita quella di Porro e Capezzone, nella quale i due giornalisti “si permettono il lusso” di sollevare qualche (più che lecita) obiezione in merito alle misure introdotte dal nuovo decreto ed ai conseguenti risvolti sul piano del rispetto dei diritti e delle libertà costituzionali. È così, accade che Instagram decida inspiegabilmente di censurare i due opinionisti in quanto rei di aver violato “le policy dell’azienda”.

Violazione delle policy dell’azienda: una mannaia che si abbatte puntualmente su chi tende ad assumere posizioni in contrasto con l’ideologia dominante. Ma d’altronde si sa, Instagram è di proprietà di Facebook, altro social network che di censura qualcosa s’intende.

Ma da cosa deriva questa applicazione così allegra dello strumento della censura da parte dei social? Dando un’occhiata al pacchetto azionario di Facebook, non si fatica molto a comprendere chi siano i principali investitori istituzionali del noto social network. Gli stessi investitori che, casualmente, detengono cospicue partecipazioni in diverse Big Pharma impegnate nella produzione e nella commercializzazione dei vaccini anti Covid nel nostro paese.

E allora il quadro inizia improvvisamente a delinearsi e ciò che poteva apparire almeno inizialmente inspiegabile adesso tende a palesarsi per ciò che in realtà è: una violazione dell’interesse economico e finanziario di chi detiene il controllo dell’informazione e dell’industria farmaceutica. E suvvia, non si può mica pretendere che questi interessi vengano posti in secondo piano per il rispetto di qualche principio costituzionale!

DI BARTOLO SALVATORE

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: