Il trionfo della Ripartenza: il mondo liberale è ancora vivo

Avete mai partecipato ad una tavola con duemila commensali intenti a cibarsi di una deliziosa zuppa di Porro? Io sì e non di certo in un grande ristorante sfarzoso, ma al Petruzzelli, uno dei teatri più belli d’Europa. La Ripartenza sancisce l’apertura di una nuova via di consapevolezza rispetto al pensiero unico del virus. Il teatro barese ha visto sfilare sul suo palco una moltitudine di ospiti provenienti dai settori più disparati.

La sessione del sabato mattina ha visto il mattatore Nicola Porro conversare con lo shock jock Giuseppe Cruciani in una puntata speciale della Zuppa. Tantissimi gli argomenti discussi: dal tema vaccini al ddl Zan, passando per il caso Davigo. Grazie a questa prima sessione si è potuta metaforicamente assaporare la stupenda essenza del pluralismo. Porro da un lato, fortemente liberale e più vicino alle ragioni di Stato; Cruciani dall’altro, prepotentemente anarchico e lontano – al pari del collega – dalle logiche che intorpidiscono il popolo.

La seconda parte della sessione mattutina ha visto alcuni dei più importanti imprenditori italiani – e non solo – conversare con Porro sulla ripartenza del made in Italy. Da Guido Grimaldi, direttore commerciale di Grimaldi Lines, passando per Francesco Casillo, Sir Rocco Forte, Fabio Lazzerini e Marco Pozzo. Nel mezzo vi erano alcune delle realtà imprenditoriali più importanti d’Italia: quella del vetro e degli arredamenti, della produzione di pasta, pane e pizza, degli hotel e dei mezzi di trasporto.

Ad un certo punto, mentre che Bari veniva colpita dall’ennesimo acquazzone del fine settimana – Ripartenza bagnata, Ripartenza fortunata – ecco comparire all’interno del Petruzzelli l’Arte. Sì, l’Arte con la lettera maiuscola poiché, con tono trionfante, ecco apparire dal buio della sala Vittorio Sgarbi insieme al Caravaggio. I presenti tributano il giusto applauso al critico d’arte dopo aver degustato una splendida lecture dell’attore Stefano Accorsi (quello dei riff di Keith Richards e delle rovesciate di Bonimba, per intenderci).

Comincia l’orazione sgarbiana. Politicamente scorretta, precisa, preparata al minimo dettaglio. Sgarbi sembra essere l’unico contemporaneo in grado di potersi confrontare con Cicerone. La sua lezione sul Caravaggio e il sacrosanto parallelismo con Pasolini si conclude con un perentorio: “Andate a comprare il mio libro“. Detto fatto. Impossibile resistere. Sembra come trovarsi di fronte ad una tavola dove scorrono prelibatezze in modo continuo.

La sessione serale, dal tono più ministeriale, ha visto il ministro dello Sviluppo Economico Giorgetti confrontarsi con Sallusti, direttore di Libero, e Porro. Sulle sue dichiarazioni, onde evitare di annoiare qualcuno, vi allego il link per leggere una sintesi di quanto è stato detto durante la serata. (Clicca qui)

Le dichiarazioni di Giorgetti sono pure, non nascondono nulla. Ha chiaramente detto che ci sarà un prezzo da pagare per la transizione ecologica. Il costo dell’energia aumenterà del 17% e questo graverà terribilmente sulle tasche di noi italiani. Ma l’importante resta perpetrare questo piano ecologico che – per molti versi – sembra quasi un genocidio di massa dei lavoratori e delle famiglie meno abbienti.

Di questo argomento se n’è parlato anche alla tavola rotonda della domenica mattina. I commensali, provenienti anch’essi dai mercati più disparati, hanno ragionato e discusso sull’elettrico e sulla sostenibilità reale. Molto interessante l’intervento sul futuro dell’Automotive di Salvatore Internullo, direttore generale di Peugeot Italia. Al termine di essa è intervenuta il presidente del Senato Casellati. (Clicca qui per leggere le sue dichiarazioni)

La Ripartenza è stato un trionfo. Un festival leggero, pieno di grandi personalità e con numerosi argomenti da dover discutere per far sapere agli aedi del pensiero unico che anche noi ci siamo. Il festival organizzato da Nicola Porro, dotato di una disponibilità fuori dal comune per un giornalista come lui, è riuscito a creare una nuova consapevolezza all’interno dell’ambiente liberale italiano, ad oggi fin troppo vituperato.

Al prossimo anno, si spera. Nel frattempo continuiamo a lottare per propagare sempre più questa nuova contezza di stampo liberale.

Pubblicato da Marco Spada

Dottore in Lettere (curr. Storico) e specializzando in "Scienze storiche" presso l'Università degli Studi di Messina; vivo a Milazzo e mi occupo, nell’ambito della ricerca, della correlazione tra società e dittature novecentesche. Caporedattore del giornale online "Tirrenico News" dal 2019 e collaboratore giornalista del mensile "Cultura Identità". Tradizionalista di stampo evoliano, interista di stampo morattiano.

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