La grande Italia di Roberto Mancini: quando il gruppo fa la forza

Un’Italia tutto cuore, nella serata di ieri, ha battuto 4-2 dopo i calci di rigore la Spagna ed è la prima finalista degli Europei di calcio: domenica 11 luglio, sempre allo stadio Wembley di Londra, affronterà la vincente di Inghilterra-Danimarca. Per l’Italia sarà dunque la quarta finale ai Campionati europei, a nove anni di distanza dall’ultima. Di queste quattro ne ha vinta soltanto una, nell’ormai lontano 1968.

A differenza delle altre gare, in quella di ieri sera contro la Spagna, l’Italia non ha mai avuto il controllo del gioco, anzi, ha sofferto molto il possesso palla prolungato degli avversari. Si è pertanto spesso dovuta limitare a ripartenze e contropiedi, conclusi però sempre con una certa fatica. E proprio con un contropiede lanciato direttamente dal portiere azzurro, Gigio Donnarumma che, al sessantesimo minuto, l’Italia ha trovato il vantaggio con un bel piazzato di Federico Chiesa.

Nella fase finale dei tempi regolamentari, la Spagna ha provato a reagire ed ha continuato ad avere il controllo del gioco, mentre l’Italia si è chiusa in difesa per proteggere il risultato. A dieci minuti dalla fine, però, il bomber della Juventus Alvaro Morata ha approfittato di un buco in difesa per pareggiare e mandare la partita ai supplementari. Dopo mezzora senza nessun gol e poche emozioni, ai calci di rigore, decisivo è stato il gol di Jorginho, dopo l’errore commesso proprio da Morata, che ha regalato la vittoria all’Italia dopo 120 minuti di grande sofferenza e con essa la finale di Euro2020.

Un exploit, quello azzurro, frutto del grande lavoro di mister Roberto Mancini, che, in questi mesi, ha saputo plasmare un grande gruppo composto non certo da prime donne, ma da grandi uomini, pronti a dare il 110% per la causa azzurra, che con impegno, tenacia e spirito di sacrificio è riuscita ad ottenere traguardi inaspettati fino a poche settimane fa. Un gruppo, che in questi mesi ha saputo infrangere ogni record precedentemente stabilito, ivi compresi quelli del quadriennio d’oro 1934-1938, ed adesso punta dritto alla vittoria del secondo europeo della storia della nazionale italiana di calcio per chiudere in bellezza un biennio da sogno.

DI BARTOLO SALVATORE

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