Tra ipocrisia e falsità: la beffa di Malika Chalhy

Qualche mese fa sui quotidiani nazionali abbiamo letto la storia di Malika, una ragazza ventenne di Castelfiorentino che è stata sbattuta fuori casa dai genitori in quanto lesbica. Appresa la notizia, è scattata una gara di solidarietà al fine di aiutare Malika. Sono stati raccolti 140 mila euro. Una somma davvero importante ma che avrebbe permesso di iniziare una nuova vita. Malika ha iniziato una nuova vita, e lo ha fatto nel “migliore” dei modi. Per togliersi “uno sfizio” ha acquistato una macchina di lusso ed ha preso un cane di circa 2500 euro; La ragazza ha infatti affermato «L’ho preso perché mi piaceva la razza, devo giustificarmi perché spendo i miei soldi come voglio?» ha inoltre aggiunto «Il cane è un bene di prima necessità. Sono amante di questa razza e ho preso un bulldog. La Mercedes e il bulldog sono beni necessari».

Probabilmente la ragazza ha le idee molto confuse sul concetto di necessità e necessario. È vero che ognuno può spendere i soldi come vuole, come è pur vero che è cattiva educazione fare i conti in tasca altrui. Però, quando in ballo ci sono la bontà e la solidarietà nei confronti di un gesto compiuto da centinaia di persone, bisogna dare atto di ciò che si fa. Chi ha donato, lo ha fatto per darle una possibilità, quella di crearsi un futuro, di aprire un’attività, di comprare una casa e si, anche di comprare una macchina. Ma che esigenza c’era di acquistare una Mercedes? Se il “cane è un bene di prima necessità” che esigenza c’era di acquistare “il cane più costoso”? Nei rifugi vi sono migliaia di cani che impazienti attendono di essere adottati per dar loro amore.

Si è giustifica dicendo «Ho fatto una scelta affrettata. Magari dovevo trovarmi prima un lavoro». Si, doveva trovarsi un lavoro. Doveva farlo per far vedere che, nonostante le cattiverie subite dalla famiglia, era pronta a iniziare un nuovo cammino. Doveva trovare un lavoro per rendere orgogliosi tutti coloro che l’hanno aiutata e hanno creduto in lei. Ma la ragazza ha deciso di fare la “bella vita” con i soldi che le sono stati donati, tradendo la fiducia di chi l’ha sostenuta. Malika non ha guardato in faccia il futuro ma ha preferito sperperare. Malika si è rivelata per quel che è: una ragazzina viziata e irrispettosa che ha giocato con chi le ha teso la mano.

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