Louis-Ferdinand Céline: le sue profezie riecheggiano nell’odierna babele

A sessant’anni dalla sua morte la lettura delle sue opere dovrebbe essere un obbligo.
Il “medico dei poveri”, maestro di stile e sferzante fustigatore dell’uomo occidentale, autore di capolavori della letteratura mondiale e di pamphlet che gli costarono la scomunica dal mondo letterario. Destouches, questo il suo vero cognome, ebbe una vita maledetta: dalle trincee della Grande Guerra alla Parigi dell’occupazione nazista, dalla prigionia all’esilio degli ultimi anni.

Il suo viaggio nell’Europa del XX secolo rappresenta una chiave di lettura oscura del secolo lungo, per andare in antitesi nei confronti di Hobsbawm. Leggere e discutere delle idee di Céline al giorno d’oggi rischierebbe di farci incorrere in gravi sanzioni da parte del nuovo tribunale dell’Inquisizione. Difatti non è un caso se Céline è stato colpito dalla damnatio memoriae, anche se non vi sono prove della sua vicinanza al nazionalsocialismo.

Quel che è certo riguarda alcune sue amicizie con personaggi inseriti nel contesto collaborazionista. Il rapporto con Brasillach ad esempio, barbaramente fucilato nel 1944 per “crimini intellettuali”, o con il colonnello delle SS di stanza a Parigi Hermann Bickler con il quale ha avuto una lunga amicizia e ha sempre intrattenuto conversazioni sulla letteratura o sul mondo che li circondava.

Secondo il tedesco, Céline era un realista malinconico. Aveva visitato tutta l’Europa caduta nel calderone della guerra e soprattutto aveva conosciuto l’Unione Sovietica. Disdegnava la genuflessione dei francesi nel 1940 e non tollerava molti dei tedeschi residenti presso l’ambasciata dove incontrava lo stesso Bickler. Le sue amicizie andavano oltre la convenienza del tempo: Céline cercava soltanto di carpire tutti i lati dell’essere umano.

Lui stesso è vissuto nel lato oscuro dell’umanità fatto di guerra, povertà, poche ore di sonno e un accanimento sovrumano nei confronti del suo lavoro. C’è chi lo definisce un bohémienne, ma sbaglia poiché Céline non viveva di certo ai margini, anzi, era un medico benvoluto da tutti. Ma come ognuno di noi, anche Destouches viveva un suo manicheismo.

Il suo lato chiaro si esplicava di giorno nel suo studio medico, mentre il suo lato oscuro lo si può carpire ancora oggi nei suoi scritti. C’è chi ha avanzato l’ipotesi di un Céline comunista, ma non credo a tale ipotesi. Basterebbe leggersi il suo pamphlet anticomunista Mea culpa per capire il pensiero di Destouches sulla barbarie originatasi da Lenin e proseguita con Stalin. E proprio nell’ambito della Russia sovietica durante l’operazione Barbarossa, Céline partorirà la sua – forse – più grande quanto reale – a posteriori – profezia:

La Rivoluzione, noi la vediamo compiersi ogni giorno. La sola, la vera, è il bracciante negro che si monta la piccola servetta bretone. Tra qualche generazione, la Francia sarà completamente meticciata, e le nostre parole non vorranno più dire nulla. Che piaccia o no, l’uomo bianco è morto a Stalingrado.

Louis-Ferdinand Céline a Pierre Duverger

Vi è chi colloca la crisi dell’Occidente col crollo del socialismo reale o chi vede la fine dell’Europa con la fine del secondo conflitto mondiale. Céline ha colto – secondo chi vi sta scrivendo – il vero punto di snodo della storia contemporanea. Definirlo un “visionario” sembra ingiusto nei suoi confronti. Potrebbe definirsi così una pastorella mistica o un papa in punto di morte, ma non Céline. Egli era lucido senza luce, non ne riceveva dall’alto. Era sicuramente dotato di un sesto senso che gli permetteva di anticipare i tempi, questo è certo.

Viaggio al termine della notte e Mea culpa rappresentano i capisaldi della letteratura céliniana, ma per sprofondare nell’eresia totale – degna del catarismo (!!) – bisognerebbe leggere Bagattelle per un massacro. La stesura è febbrile, collerica, di getto, qu’on en parle plus, che non se ne parli più, pensa Céline, scrive Céline, rabbiosamente, vomitando sulla pagina, deciso a fare i conti con i borghesi, con i critici, con i comunisti, con gli americani, con Hollywood e naturalmente con loro, con gli ebrei, i mostri, i guerrafondai, il male, primo bersaglio della sua penna e del suo odio, della sua haine.

“C’è ancora qualche motivo di odio che mi manca. Sono sicuro che esiste”

Mea culpa – Louis-Ferdinand Céline

Così scriveva l’anno precedente in esergo a Mea culpa, rompendo con gran parte degli intellettuali francesi, a partire da Aragon/Larengon, che fino a qualche tempo prima lo invitava pubblicamente a “studiare la filosofia del proletariato” e a “prendere posizione”, ossia a convertirsi al comunismo, come lui, come tutti.

E chissà che con le Bagatelle Céline non abbia finalmente trovato il suo motivo di odio ideale, ossia gli ebrei, l’Ebreo, la “cricca ebraica”, gli youtres, colpevoli di ogni guerra e di ogni male, popolo di cospiratori e di massoni, di incantatori, di demoni, di mostri. I termini usati da Céline per la descrizione del popolo di Israele sono feroci, figli del tempo.

Leggetelo Céline, osate andare oltre almeno per una volta nella vostra vita. Buttate via quei tascabili a pochi euro ed immergetevi nella letteratura clandestina nascosta nelle odierne catacombe delle librerie di periferia.

Pubblicato da Marco Spada

Dottore in Lettere (curr. Storico) e specializzando in "Scienze storiche" presso l'Università degli Studi di Messina; vivo a Milazzo e mi occupo, nell’ambito della ricerca, della correlazione tra società e dittature novecentesche. Caporedattore del giornale online "Tirrenico News" dal 2019 e collaboratore giornalista del mensile "Cultura Identità". Tradizionalista di stampo evoliano, interista di stampo morattiano.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: