“Inginocchiarsi? Il mantra ossessivo della sinistra” Intervista a Hoara Borselli

La vediamo spesso citata nelle pagine di Matteo Salvini. Lei è Hoara Borselli, giornalista e conduttrice televisiva. Abbiamo discusso con lei di diverse tematiche “a caldo” come l’immigrazione e il futuro del centrodestra.

Uno dei temi di cui si discute in questi giorni è la boutade sui giocatori azzurri a riguardo se inginocchiarsi o meno come segno di vicinanza al movimento Black Lives Matter. In molti si sono spinti a pretendere questo gesto che però ha diviso i giocatori della Nazionale. L’ideologia non dovrebbe restar fuori dallo sport? O vale solo quando essa va in un senso piuttosto che in un altro?

L’inconsistenza intellettuale della sinistra trova la sua massima espressione in un gesto simbolico che sta minando la serenità di uno sport bellissimo che dovrebbe stare fuori dalle dinamiche politiche. Inginocchiarsi, il mantra ossessivo della sinistra, rappresenta un gesto che non risolve il problema del razzismo. E’ la testa che va educata al rispetto, non le gambe.


La nuova direzione del Partito Democratico sembra avere una agenda politica densi di contenuti che non toccano da vicino le emergenze degli italiani. Non una parola sul caso Whirpool per esempio o su altre matasse come la crisi del settore dello spettacolo. Ci sono poi 300 mila aziende che nel 2020 hanno dichiarato fallimento. Quanto frutterà questa strategia realmente alla sinistra?

Nulla. Anche perché le priorità della sinistra come ben espresso dal segretario del Partito Democratico Enrico Letta, sono lo Ius Soli, l’immigrazione incontrollata, le nuove tasse come quella di successione e conseguente sacrifici per i cittadini, nessun cambio di rotta sulle politiche attive. Perseguendo la linea chiusurista e imponendo restrizioni, la sinistra ha messo interi settori nelle condizioni di non poter riaprire e di trovarsi in serie difficoltà. I contenuti che toccano i lavoratori sono praticamente assenti o deficitari dall’agenda del Partito Democratico.


Parliamo di immigrazione. Sembra essere la spada di Damocle del governo Draghi. Gli accordi bilaterali con la Libia non hanno portato al contenimento dei flussi e le strutture di Lampedusa sono ancora al collasso. Cosa ne pensi tu?

Il problema principale è che in questo momento l’Europa ha abbandonato l’Italia al suo destino sul fronte migranti. Draghi sta cercando di recuperare la situazione disastrosa lasciata dal governo Conte e far rispettare la voce dell’Italia. Di pochi giorni fa l’idea di inviare i caschi blu che potrebbero cambiare completamente la storia dei conflitti in Libia. Una missione in Libia sarebbe una mossa di peso. Ed è quello di cui ha bisogno l’Italia oltre alla collaborazione degli altri Stati europei per la redistribuzione. Su Lampedusa ci vorrebbero decisioni chiare da parte del Ministro Lamorgese perché sono strutture in cui la situazione oltre a portare a gravi rischi sanitari per cittadini e ospitanti, poterà a una forte perdita anche in termini di turismo, principale volano dell’Isola. Immagini come quelle che si vedono di persone ammassate tra i rifiuti non sono degne di una società civile e del rispetto stesso delle persone. Per questo devono essere trovate soluzioni serie, rapide ma soprattutto concrete.


Gli Stati Uniti non hanno ancora aperto le porte ai turisti italiani. C’è un problema di percezione sul nostro Paese? Gli scandali dell’anno trascorso legati alla gestione della pandemia non ci hanno reso un bel servizio di marketing. Cosa bisogna fare per invertire questo processo e ridare slancio alla nostra immagine nel mondo…

Sicuramente le risposte non chiare e le indecisioni hanno portato a un rallentamento delle aperture e un senso di insicurezza da parte dell’estero. Con il cambio di governo abbiamo dovuto recuperare una campagna vaccinale ai minimi termini, fatta da Arcuri. Mentre gli altri Paesi erano già avanti nel rassicurare i turisti. Figliuolo in questo senso sta facendo un lavoro enorme. Importante la creazione del Ministero del Turismo che con Garavaglia lavora propio in questo senso, per ridare credibilità e una nuova immagine di garanzia, apertura e sicurezza per chi vorrà venire in Italia, uno dei Paesi più belli del mondo.


Stiamo per lasciarsi alle spalle la pandemia da covid. Si dovrà tornare a parlare di grandi temi politici. Come la riforma della giustizia, il tema pensioni, la sicurezza e il blocco dei licenziamenti. Che tipo di agenda dovrà avere il governo Draghi dato che di elezioni anticipate non se ne parla ancora… 

L’agenda che dovrà seguire Draghi riguarda la priorità di tutti questi argomenti, uno non è meno importante dell’altro. L’importante è portare avanti queste riforme e passare dalle parole ai fatti, come ha dimostrato la Lega. All’interno del governo in una situazione non facile per rendere attuabili tante riforme, non solo da spettatori. Ruolo altrettanto importante lo sta svolgendo Fratelli d’Italia con una opposizione seria e dimostrativa delle mancanze. La strada deve essere questa per poter unire alla fine il cammino di queste idee e poterle avvicinare per le prossime elezioni.

Pubblicato da Santi Cautela

Giornalista pubblicista, Direttore de IlTirrenico.it ed esperto di comunicazione istituzionale. Vive e scrive dalla Sicilia. Conservatore per stile di vita.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: