Il bipensante Enrico Letta: così attento ai giovani da volerne limitare le libertà

Il bipensiero è un termine in neolingua coniato dal genio di George Orwell per il suo capolavoro 1984, utilizzato nel romanzo distopico dal Partito del Grande Fratello per indicare il meccanismo psicologico che consente di credere che tutto possa farsi e disfarsi: la volontà e la capacità di sostenere un’idea ed il suo opposto, in modo da non trovarsi mai al di fuori dell’ortodossia, dimenticando nel medesimo istante, il cambio di opinione e perfino l’atto stesso del dimenticare. Dire tutto ed il suo contrario, questo è dunque in soldoni il bipensiero. 


Un meccanismo psicologico utilizzato perlopiù nei totalitarismi, ma, evidentemente, molto caro anche ad una certa politica nostrana che dell’arte del bipensare sta facendo un vero e proprio credo. Un personaggio in particolare, in questo ultimo periodo, si sta rivelando un eccelso bipensatore mettendo in mostra spiccate doti che furono del Socing orwelliano: Enrico Letta.

In questi mesi, infatti, il segretario del Pd su determinate tematiche, vedi ad esempio le politiche orientate all’universo giovanile, ha veramente detto tutto ed il suo opposto. Nel suo discorso d’insediamento all’Assemblea Nazionale del Partito Democratico, Letta aveva infatti esordito con una proposta: abbassare l’età del diritto al voto ai sedicenni. A questa proposta, ne era seguita poi a stretto giro un’altra, che poneva al centro ancora una volta i giovani: aumentare la tassa di successione sui grandi patrimoni per finanziare una dote di 10 mila euro ai diciottenni. 


Un Letta dimostratosi sin da subito molto sensibile nei confronti delle nuove generazioni quindi, disposto ad intraprendere delle autentiche ‘battaglie di civiltà’ pur di salvaguardarne il futuro. Tutto molto bello a dirsi. Se non fosse che poi, sempre lo stesso segretario dem, continua ad insistere per far approvare in Parlamento un disegno di legge (Ddl Zan) che andrebbe a limitare sensibilmente la libertà di pensiero e di espressione di quegli stessi giovani nei confronti dei quali si è dimostrato così premuroso in questi mesi. Ed è proprio qui che nasce la contraddizione ed emerge tutta l’ipocrisia lettiana: mesi di proclami in pompa magna per i diritti del mondo giovanile per finire poi per imbavagliarlo.


Un Letta bipensante dunque, talmente attento al futuro dei giovani che vorrebbe limitarne le libertà. 

DI BARTOLO SALVATORE

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