La lezione di Suor Anna Monia Alfieri a Fedez

Suor Anna Monia Alfieri, legale rappresentante dell’Istituto di cultura e di lingue Marcelline, nelle scorse ore ha voluto indirizzare una lettera aperta al rapper Fedez, il quale aveva manifestato una certa avversione nei confronti del Vaticano per l’intervento sul Ddl Zan, arrivando ad accusarlo finanche di evadere le tasse.


Nella sua missiva, la religiosa ha ripreso il rapper per le tante inesattezze espresse e lo ha invitato a documentarsi bene prima di lasciarsi andare a determinate affermazioni: Immagino, data la sua giovane età, che lei sia fresco di studi e che a scuola i suoi insegnanti di Storia le abbiano presentato il Concordato Lateranense del 1929 e la sua Revisione del 1984 – scrive Suor Anna. Certo, lei mi dirà: il Concordato del 1929 fu firmato da Mussolini. Concordo. Quello del 1984 fu però firmato, per lo Stato italiano, da Bettino Craxi, un socialista doc, non certo un amico del Vaticano e delle sue presunte logiche di potere. Spero, quindi, che, prima di fare certe affermazioni, abbia ripreso in mano quei libri, sempre che li abbia conservati e non li abbia venduti alla fine dell’anno”.

La critica di Suor Anna Monia Alfieri a Fedez non si limita tuttavia ad un mero invito a riprendere in mano i libri, infatti, dopo aver preso visione del video ‘incriminato’ del rapper, la religiosa ha tuonato: “Guardando il video da Lei diffuso, capisco che Lei non conosce, con dovizia di dati, i temi che intende porre all’attenzione pubblica e cioè: cosa sia uno Stato laico, cosa sia un Concordato, quale sia il tema dei sacerdoti processati con la legge del Vaticano e/o civile, quali tasse vengono pagate. Ancora, credo che Lei ignori il volontariato che centinaia di migliaia di laici, preti, suore, compiono ogni giorno. La solidarietà di cui Lei parla, in realtà, si chiama prossimità e non avviene mai a favore di telecamera ammonisce la religiosa. Siccome sono più grande di Lei, mi permetto di darLe un consiglio, anche se non richiesto: lo faccio in considerazione di tutti i consigli non richiesti che anche Lei offre ogni giorno, forte di un lessico forbito ed elegante dal quale traspare in tutta evidenza la sua profonda cultura e il suo alto senso civico. Se Lei desidera dare un contributo alla Res-publica è necessario documentarsi prima di esprimersi, al fine di evitare sovrapposizioni di argomenti”. 

Detto questo – conclude la suora – se vorrà rimanere sulle sue posizioni, ce ne faremo tutti una ragione. Certo ai giovani, ai quali Lei si rivolge, io suggerisco sempre di approfondire, di andare oltre la notizia. Del resto sono convinta che questo sia il dovere di ogni persona: essere un esempio positivo, soprattutto pensando che gli adolescenti di oggi, così smarriti e così soli, saranno i cittadini di domani”.

DI BARTOLO SALVATORE

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