Boris Johnson: il sovranista che ha umiliato l’Unione Europea

Quando la stampa internazionale decide di scatenarsi contro un dato soggetto, l’opinione pubblica rimane marchiata – quasi – a vita. Uno dei casi più famosi riguarda Alexander Boris de Pfeffel Johnson, per gli amici – noi in primis – Boris Johnson. Sì, stiamo parlando della pecora biondo/nera spelacchiata d’Europa, del sovranista, maschilista e xenofobo dalle dichiarazioni politiche scorrettissime, del pericolosissimo ostruzionista del “gender fluid”.

Proprio lui ha salvato la Gran Bretagna da due crisi: quella economica e quella pandemica. Eppure i giornali avevano detto altro, ovvero che BoJo avrebbe portato il Regno Unito alla povertà e alla fame più nera per via della Brexit. Invece in questa situazione tremenda vi sta scivolando lentamente l’Unione Europea. Prima a livello sanitario con un caos unico nella storia e poi a livello economico, di cui vedremo gli effetti devastanti in futuro.

Vi ricordate come Boris Johnson veniva rappresentato quando era candidato e quando combatteva contro i burocrati europei per la Brexit? E cosa di lui si diceva all’inizio della pandemia? Veniva presentato come un pagliaccio malato di mente. Di lui si sottolineavano le gag politicamente scorrette, i flirt. Si diceva che amava farsi fotografare in certe posizioni per sottolineare la sua virilità, si diceva che era depresso, che era crollato, che non reggeva alle responsabilità. Si parlava del suo abbigliamento, del suo comportamento eccentrico.

E vi ricordate quanti ostacoli? Quanto terrorismo per la Brexit! Si arrivò addirittura a parlare di documenti segreti, che chissà come erano arrivati in mano alla stampa, nei quali si ipotizzava che, tempo una settimana, non ci sarebbero stati più medicinali sugli scaffali delle farmacie. E lui era sempre al centro. Lui, l’irresponsabile, il maschilista, l’uomo pieno di donne, quello con i figli illegittimi.

Vi ricordate inoltre della sua dichiarazione sul fatto che la pandemia, con o senza misure, avrebbe comunque causato diversi morti e che bisognava metterlo in conto e convivere con questa consapevolezza? Lo massacrarono additandolo come un folle e trattandolo alla stregua di un terrorista. Rimembrate cosa avvenne quando fu ricoverato per il Covid-19? Dalla carta stampata colavano giù fiumi di libidine. Alla faccia del “restiamo umani“. Gli dissero che era depresso, terrorizzato, in balia della malattia, privo di capacità di reazione.

Ad un certo punto Boris Johnson è uscito dall’ospedale ed è cambiato tutto. I media hanno ricominciato a bombardarlo, sicuri del fatto che da quel giorno in poi anche la Gran Bretagna avrebbe chiuso tutto. Invece no, BoJo ha messo in riga l’Unione Europea e i suoi guitti della carta stampata. Con la sua cultura da statista ha dimostrato al mondo la sua abilità politica e la sua lungimiranza. Attività aperte, crisi economica ridotta e vaccinazioni in tempi rapidissimi.

Nel frattempo, i cari “haters” europei sono immersi nella crisi più totale. Scarni, inefficienti, divisi. Altro che Unione. Qui comandano gli stati più ricchi: Germania in primis, ovviamente. Chi vuole acquistare un vaccino piuttosto che un altro, chi nasconde le dosi e chi fa accordi unilaterali, chi ha istituzioni sanitarie in totale contraddizione, blocchi sui vaccini, ecc.

Con la pandemia Johnson ha dimostrato alcuni aspetti fondamentali: un sovranista non solo può essere colto, ma può anche essere un grande politico. Ha avuto un’impostazione da negoziatore che ai politici di Bruxelles manca e a cui il concetto di realpolitik sembra essere ignoto. BoJo, al pari di Trump – al quale si deve il successo della campagna vaccinale USA – incarna tre caratteristiche:

  • È sovranista, nel senso che fa gli interessi della sua nazione e non di una fantomatica unione dalla quale è – per sua fortuna – uscito.
  • Ha una vastissima cultura: laureato in Lettere classiche nel prestigioso college inglese di Eton, ha studiato presso la scuola internazionale di Bruxelles ed è autore di articoli e libri sull’Impero romano, Churchill e Pericle. Ha scritto sul Times e sul Daily Mirror ed è stato direttore del The Spectator. È pragmatico, freddo e preciso, abile.
  • È la confutazione vivente dell’immagine stereotipata che la sinistra vuole vendere: sei un sovranista? Sei rozzo, ignorante e retrogrado. Impresentabile.
    I cari signori “illuminati” vadano da BoJo ad imparare. In primis Letta e company…

Pubblicato da Marco Spada

Dottore in Lettere (curr. Storico) e specializzando in "Scienze storiche" presso l'Università degli Studi di Messina; vivo a Milazzo e mi occupo, nell’ambito della ricerca, della correlazione tra società e dittature novecentesche. Caporedattore del giornale online "Tirrenico News" dal 2019 e collaboratore giornalista del mensile "Cultura Identità". Tradizionalista di stampo evoliano, interista di stampo morattiano.

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