Boris Johnson batte l’Unione Europea e la sua delirante propaganda

BoJo 3 – 0 UE. Da Wembley sembra essere davvero tutto. L’arbitro della contesa ha fischiato la fine delle ostilità e il premier britannico ha vinto in maniera clamorosa sulla compagine di Bruxelles. Rammentate gli articoli del CorSera sulla Brexit? Si parlava di carestia, problemi con gli approvvigionamenti, uno scenario devastante! Purtroppo per gli euroinomani non è andata a finire così.

Boris Johnson ha vinto la partita probabilmente più importante della sua carriera politica e questo successo gioverà parecchio alla Gran Bretagna. La fine della campagna vaccinale – al netto del suo effettivo successo – permetterà ai britannici di poter “tornare a vivere”. Nel frattempo all’interno del gran carrozzone europeo si cincischia su Recovery Plan, piani quinquennali e altri vagheggiamenti tipici del burocratese bruxelliano.

Lo aveva detto l’eurodeputato Nigel Farage nel suo discorso d’addio all’Unione Europea: “Lavoreremo con voi in futuro come stato sovrano”. Così ha fatto Boris Johnson, togliendosi dai piedi quella zavorra che noi italiani continuiamo a trascinare come una palla al piede di un carcerato. Il successo britannico, ha detto l’altra sera un sempre più pimpante BoJo:

“È dovuto al capitalismo, è dovuto all’avidità”.

Boris Johnson

La citazione non deriva certamente da un delirio vero e proprio, bensì dagli studi del preparatissimo primo ministro britannico. Difatti la sua è una citazione ad Adam Smith:

“Non è dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio che ci aspettiamo il nostro pranzo, ma dalla cura che essi hanno per il proprio interesse. Non ci rivolgiamo alla loro umanità ma al loro interesse personale”.

Adam Smith in “La ricchezza delle nazioni”

Boris Johnson crede negli spiriti vitali, nel pragmatismo degli obiettivi e non nel regoliamo delle procedure affidarsi alla rule of law e lasciare per il resto tutto nelle mani della competizione e del mercato, senza dirigismi (e burocrazia) eccesivi, senza programmazioni più o meno sovietizzanti (come è in certi suoi aspetti quella del New Green Deal che ricorda la vecchia NEP), è la vera forza dei popoli anglosassoni e il motivo ultimo che ha portato alla Brexit.

BoJo ha giocato la sua mano vincente con i relativi rischi già calcolati. D’altronde se non avessimo azzardato nella storia, saremmo ancora dentro le caverne a cacciare la selvaggina. L’UE si costerna, s’indigna, s’impegna, ma alla fine getta la spugna con poca dignità.

Pubblicato da Marco Spada

Dottore in Lettere (curr. Storico) e specializzando in "Scienze storiche" presso l'Università degli Studi di Messina; vivo a Milazzo e mi occupo, nell’ambito della ricerca, della correlazione tra società e dittature novecentesche. Caporedattore del giornale online "Tirrenico News" dal 2019 e collaboratore giornalista del mensile "Cultura Identità". Tradizionalista di stampo evoliano, interista di stampo morattiano.

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