Lo sporco lavoro dei mass media per far sì che venga introdotto l’obbligo vaccinale

Covid 1984

Da un anno a questa parte non si fa altro che discutere – oltre che del virus – sulla fondatezza delle notizie propugnateci dai mass media in ogni secondo della nostra giornata. Gli agenti di questo nuovo metodo di governare le cose e le persone non agiscono mai secondo la casualità, ma seguendo una scaletta ben precisa.

Dopo l’atteggiamento di non belligeranza del gennaio-febbraio 2020, dopo il terrorismo mediatico – ancora in atto – e le successive ripercussioni, è arrivato il momento di imprimere il massimo timore possibile nei confronti della popolazione sull’argomento principe del momento: la vaccinazione.

Sia chiaro: chi deve servire gli interessi del potere non teme le ritorsioni derivanti da contraddizioni aberranti. Sui vaccini si è scritto tanto e di certo i fiumi d’inchiostro non cesseranno di scorrere. Un caso analogo è avvenuto anche sulle varianti, ma fino a quando non sono servite a cancellare del tutto la vecchia normalità, esse venivano raccontate come se fossero semplici mutazioni già conosciute dalla scienza.

Il caso vaccinale rappresenta un unicum nella storia dell’uomo. Prima sì, poi no, successivamente sarà PER FORZA sì. Il vero volto dei mass media in questa emergenza è stato finalmente svelato. Il timore venutosi a creare dopo le prime morti derivanti dall’inoculazione del vaccino Astrazeneca è stato cavalcato a spron battuto da tutti i giornali nostrani.

Il risultato? Decine di migliaia di italiani hanno rinunciato alla vaccinazione. Ergo, si ritarderà a risolvere – secondo la narrazione dominante – l’emergenza pandemica. La loro soluzione? Introdurre l’obbligo vaccinale affinché nessuno possa scappare da questa immensa roulette russa. Quando saranno vaccinati più o meno tutti, accadrà un effetto indesiderato poiché alla vecchia normalità non si tornerà mai più.

Non è l’autore di questa riflessione a dirvelo, ma Pietro Luigi Garavelli, primario della Divisione di Malattie Infettive dell’Ospedale Maggiore della Carità di Novara. Secondo il luminare: “In questa situazione, a non essere normale è una cosa che si impara al primo anno di specializzazione. Ovvero, non si vaccina mai durante un’epidemia. Perché il virus reagirà mutando, producendo varianti e sarà sempre più veloce di noi. Con un virus RNA o si trova un denominatore comune su cui montare il vaccino o, facendo vaccini contro le spike che mutano, non hai speranza di arrivare prima di lui. Lo rincorreremo sempre, ripeto, tende a mutare velocemente“.

La narrazione non può certamente abbandonare il vaccino, il quale è fonte di guadagni mastodontici per le aziende produttrici del farmaco. Garavelli sarà soltanto un’altra delle tante mosche bianche che verranno messe a tacere al pari di altri. La prova di ciò? Le parole di Mantovani, direttore scientifico dell’Humanitas.

Il principio di contraddizione ormai possiamo utilizzarlo come kleenex, afferma il collega Paolo Borgognone. Se vaccini tutti e ci sarà una quarta ondata, vuol dire che il vaccino non serve. E se non serve, se tanto la quarta ondata è inevitabile, perché bucare tutti? Se invece il vaccino risulterà efficace, la quarta ondata non ci sarà e allora perché annunciarla?

Efficacia del vaccino e quarta ondata sono eventi che si escludono a vicenda. O l’una o l’altra. Dopo la tregua estiva, a ottobre si richiude tutto e si ricomincia con lockdown, terrore, segregazione e magari la solita melassa della “speranza” di una possibile riapertura ad autunno 2022 inoltrato?

Il Grande Reset è appena iniziato. Il passaporto vaccinale è già una realtà, l’obbligatorietà è il prossimo scalino. Dal “secolo delle masse“, in poco meno di 30 anni siamo passati al “secolo delle individualità“. I principali attori, oggi come allora, rimangono i mass media. La gestione “neoliberale” della pandemia ha dimostrato la vera essenza della UE.

Pubblicato da Marco Spada

Dottore in Lettere (curr. Storico) e specializzando in "Scienze storiche" presso l'Università degli Studi di Messina; vivo a Milazzo e mi occupo, nell’ambito della ricerca, della correlazione tra società e dittature novecentesche. Caporedattore del giornale online "Tirrenico News" dal 2019 e collaboratore giornalista del mensile "Cultura Identità". Tradizionalista di stampo evoliano, interista di stampo morattiano.

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