Biden sbaglia tutto e spiana la strada all’asse sino-russo

Dai politici nostrani allo Star System hollywoodiano, passando per i modaioli del pensiero unico e i più sempliciotti leoni da tastiera. Tutti hanno acclamato l’avvento del pacificatore col soprannome più azzeccato di sempre: “Sleepy“. Joe Biden non ne sta indovinando una e il suo comportamento è sotto gli occhi di tutti, ma nessuno osa proferire quella parola in più che ai tempi di Trump era Legge.

Senza nemmeno pensarci – e di ciò ne sono fermamente convinto – Sleepy Joe ha innescato una tremenda reazione a catena che potrebbe modificare quanto di eccezionale è stato fatto da Donald Trump negli anni precedenti. Ha etichettato Vladimir Putin con l’ignominioso epiteto di “assassino” e ciò ha – ovviamente – scatenato l’ira moscovita.

La Russia ha risposto con il richiamo dell’ambasciatore al Cremlino per le consultazioni e successivamente Putin ha risposto per le rime in una videoconferenza.

ATTENZIONE: questo violento scontro tra Biden e Putin non può essere considerato come un semplice “affare a due”. La clamorosa gaffe di Sleepy Joe rischia di far ripiombare il mondo intero nell’incubo di un’escalation militare in pieno stile Guerra Fredda, ma anche di offrire un clamoroso vantaggio strategico alla Cina.

Difatti i vertici del PCC hanno ascoltato con attenzione le ingenue parole di Biden e sono pronti ad approfittare dell’infelice uscita del successore di Trump. Anche perché le assurde parole di Biden sono arrivate a poche ore dal fondamentale incontro diplomatico tra USA e Cina in programma ad Anchorage, in Alaska. Sembra quasi che l’America voglia portare avanti il seguente messaggio: la Russia è la nostra più acerrima nemica, ma con la Cina siamo pronti a trattare in virtù di una presunta debolezza sistemica.

Ma adesso la Russia è pronta a segnare uno dei punti più importanti in questa sfida ultra decennale con gli USA. Mosca farà più che mai fronte comune con Pechino, anche se il Dragone è attualmente in trattativa con gli Stati Uniti, ma la speranza di normalizzare i rapporti è quanto mai remota. Difatti le ennesime sanzioni scagliate dall’accoppiata Usa-Ue all’indirizzo di alcuni funzionari cinesi coinvolti nella presunta violazione dei diritti umani nello Xinjiang e nei fatti di Hong Kong, allontana sempre di più la suddetta normalizzazione.

Inoltre l’eventuale asse Mosca – Pechino creerebbe due enormi grattacapi in due ambiti fondamentali: la corsa agli armamenti e ai vaccini. Su questi ultimi la partita è apertissima: Sinovac, Cansino, Sinopharm e Sputnik V potrebbero tranquillamente schiantare il piano americano. Sul piano degli armamenti la Russia poteva essere il grimaldello perfetto grazie al quale Washington avrebbe potuto orchestrare una nuova diplomazia includendo nel discorso anche Pechino. 

Ad oggi una scena del genere mi sembra parecchio irrealizzabile.

Probabilmente la Cina riesumerà il can che – per ora – sonnecchia: la Corea del Nord.

Il governo cinese potrebbe peggiorare la situazione aggravando due tradizionali focolai di ribellione. Nel Mar Cinese meridionale dando adito alla volontà di riannettere Taiwan alla madrepatria. Allo stesso tempo l’enigmatico silenzio della Corea del Nord potrebbe presto essere squarciato con un nuovo test missilistico.

Usa vs. Tutti. Ma è più importante la poesia di Amanda Gorman, ovvero la polvere che sporca gli stivali della storia

Pubblicato da Marco Spada

Specializzato in Scienze storiche presso l'Università degli Studi di Messina; vivo a Milazzo e mi occupo, nell’ambito della ricerca, del rexismo belga e della figura di Léon Degrelle. Vicedirettore del giornale online "Tirrenico News" dal 2019, fondatore del Think Tank politico “Il Conservatore”, conduttore di “Obbligo di frequenza” sulle frequenze di Radio Milazzo e curatore del progetto filosofico-politico Syllabus. Amo la nouvelle cuisine e ho due icone in casa: quelle di Mou e di Moratti.

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