Vaccini, Tovaglieri (Lega): “Contratti secretati, l’UE supina alle Big Pharma”

Mentre nel nostro paese ormai da settimane tengono banco le polemiche relative ai ritardi nelle consegne dei vaccini anticovid da parte della case farmaceutiche, contro le quali peraltro si sono più volte prospettate azioni legali da parte di governo e regioni, ancora molti restano gli interrogativi che gravitano attorno ai contratti sottoscritti tra l‘Unione Europea e le suddette case farmaceutiche relativamente la produzione e la distribuzione dei vaccini. 
Proviamo a fornire delle risposte ai tanti dubbi che attanagliano milioni di cittadini italiani ed europei, con una donna impegnata in prima persona in sede Ue per tutelare gli interessi italiani, l’eurodeputato della Lega Isabella Tovaglieri. 

Laureata in giurisprudenza, Isabella Tovaglieri inizia giovanissima l’attività politica con l’elezione al consiglio comunale della sua città, Busto Arsizio, di cui in seguito sarà anche assessore e vicesindaco.
Nel 2019, a soli 31 anni, si candida all’europarlamento con la Lega risultando eletta con più di 32 mila preferenze. Attualmente è membro della commissione ITRE (Industria, Ricerca ed Energia), della Commissione FEMM (diritti della donna) e della Commissione IMCO (Mercato interno e protezione dei consumatori). Con grande impegno e determinazione l’onorevole Tovaglieri si batte nelle aule di Bruxelles e Strasburgo per un’Europa diversa, che ponga al centro i cittadini. 

Recentemente Lei ha dichiarato che la Commissione Europea ha secretato gli accordi con le case farmaceutiche inerenti la produzione e la distribuzione dei vaccini. Perché secondo Lei si è deciso di secretarli? Quando gli europarlamentari hanno chiesto alla Commissione di visionare i contratti sui vaccini, le case farmaceutiche hanno dapprima opposto una forte resistenza, poi, di fronte ai pressanti richiami al diritto alla trasparenza e all’informazione, sancito anche dal Trattato sul funzionamento dell’UE, hanno dovuto acconsentire alla pubblicazione degli accordi, riservandosi però di secretarne i passaggi più significativi. La Commissione non ha protestato per la censura esercitata dalle Big Pharma perché anche Bruxelles non ha interesse a divulgare le condizioni vessatorie che ha accettato supinamente, senza far valere in modo adeguato il suo peso di potenza politico-economica mondiale nelle trattative sulle maxi-forniture dei vaccini.

Voi eurodeputati avete avuto modo di prendere visione di tali contratti? 
Fino alla metà di gennaio nessuno aveva potuto leggere i contratti sottoscritti la scorsa estate, nonostante le reiterate richieste di accesso agli atti avanzate da molti eurodeputati. Poi le resistenze delle case farmaceutiche hanno iniziato a sgretolarsi con la decisione di CureVac di concedere alla Commissione la possibilità di far visionare il proprio contratto ad alcuni europarlamentari, che però sono stati ammessi a leggere il documento in una stanza chiusa, controllati a vista dalle guardie, impossibilitati a fotografare o a prendere appunti. Modalità inaccettabili e incompatibili con i nostri valori democratici, ma soprattutto inutili, visto che i contenuti più importanti dell’accordo con CureVac erano stati cancellati. Dopo questo increscioso episodio, criticato anche dai media, la Commissione europea ha pubblicato, questa volta on line, i contratti con AstraZeneca e Sanofi-GSK, purtroppo anch’essi pieni di censure e omissis. Di fatto oggi né gli europarlamentari, né l’opinione pubblica, né il mondo scientifico possono accedere alle informazioni chiave degli accordi che riguardano la produzione dei sieri, i tempi di distribuzione, i costi, gli indennizzi e molto altro. 

Ritiene che tale condotta della Commissione Europea abbia in qualche modo leso i diritti dei cittadini europei? 
I cittadini europei non sono stati rispettati nel loro diritto a una completa e trasparente informazione, strategica per la riuscita della campagna di immunizzazione di massa, che richiede la fiducia e la collaborazione delle persone, oltre che dei governi e delle istituzioni sanitarie. Non dimentichiamo, infine, che sono i cittadini a pagare i vaccini e hanno quindi il sacrosanto diritto a essere prima informati adeguatamente, poi immunizzati nel più breve tempo possibile. 

Esistono nei suddetti contratti delle penali in capo alle case farmaceutiche previste nel caso in cui il vaccino dovesse determinare degli effetti collaterali? 
Nei contratti che ho visionato, i paragrafi riservati alla responsabilità legale e finanziaria per gli eventuali effetti collaterali del siero, sono parzialmente cancellati, e questo rende impossibile sapere cosa prevedano esattamente gli accordi con le case farmaceutiche su questo argomento particolarmente sensibile. È inammissibile che i cittadini, prima di vaccinarsi, non sappiano come saranno eventualmente indennizzati e da chi: se dall’Unione, dai singoli Stati o dai produttori.

La Germania si è assicurata la fornitura di 30 milioni di dosi di vaccini attraverso un accordo bilaterale con la Biontech. Ritiene che i tedeschi con questa mossa abbiano violato gli accordi europei?
L’acquisto centralizzato dei vaccini da parte dell’Unione Europea, e la promessa di un’equa distribuzione tra tutti i Paesi membri, ci aveva fatto sperare che l’Europa fosse capace di una solidarietà e di un’unità reali e operative. Invece la corsa della Germania all’accaparramento di 30 milioni di dosi aggiuntive rispetto a quelle prenotate dall’UE, ci ha fatto sorgere qualche dubbio e molte preoccupazioni. I dubbi riguardano l’atteggiamento di Berlino, che ha rotto il fronte della tanto invocata solidarietà europea, come già accaduto in passato, per garantire ai suoi cittadini una copertura vaccinale maggiore e in tempi più rapidi rispetto al resto dell’Europa, con lo scopo evidente di uscire per prima dalla pandemia e, di conseguenza, dalla crisi economica e sociale, rafforzando il suo ruolo di potenza leader all’interno dell’UE. Le preoccupazioni riguardano invece le uguali possibilità di accesso di tutti gli altri Paesi membri alle dosi promesse dalla Commissione europea, che purtroppo stanno arrivando molto a rilento. Sull’iniziativa della Germania ho depositato un’interrogazione alla Commissione europea affinché ci dica se Berlino ha agito correttamente o, al contrario, se ha infranto gli accordi comunitari. In Europa non ci possono essere due pesi e due misure su un diritto fondamentale come quello alla salute. 

Cosa chiedono gli eurodeputati della Lega al presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen? 
Chiediamo alla presidente della Commissione europea di fare finalmente chiarezza, presentandosi nell’aula di Strasburgo con tutti i contratti stipulati con le aziende farmaceutiche, integri e senza censure. Non basta, come ha fatto von der Leyen nei giorni scorsi, affermare che i vaccini arriveranno e che saranno sufficienti per immunizzare il 70% dei cittadini europei entro l’autunno. Bisogna poterlo dimostrare con i contratti alla mano. Su un tema così concreto, che riguarda la salute di 450 milioni di persone, la Commissione non può chiedere un atto di fede agli eurodeputati e a tutti gli europei che essi rappresentano. 

Cosa si sentirebbe di dire Isabella Tovaglieri ai cittadini italiani che si accingono a vaccinarsi nelle prossime settimane? 
Nonostante le reticenze della Commissione e delle Big Pharma, il vaccino resta al momento l’unica arma decisiva per battere il virus, salvare vite umane e uscire dalla crisi economica. È dunque di fondamentale importanza partecipare alla campagna di immunizzazione, affidandosi alle rassicurazioni fornite dai medici e dagli scienziati. Per parte sua, la Lega continuerà a vigilare in Europa affinché sia data una corretta e trasparente informazione ai cittadini e perché i vaccini siano distribuiti celermente e con equità in tutti gli Stati membri. 

DI BARTOLO SALVATORE

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