L’ossessione sul recovery fund: e il resto dell’agenda politica?

Sono tanti soldi, è vero. Ma di politica in Italia non si parla più. Tutto il futuro del Paese passa dalla discussione sul Recovery Fund, su chi e come deve disciplinarlo. Il problema è che l’agenda politica si è spenta. Un tasto off che getta imbarazzo. Il sistema Italia è bloccato su se stesso: piano ristori, ripartenze, vaccinazioni, crisi occupazionale, scuola e salute.

Temi attuali e a lunga gittata. Eppure si parla solo di recovery. Il problema è che questo maxi-finanziamento che ci garantisce l’Europa non arriverà non prima di un anno. E fino ad allora che si fa? Che fine ha fatto l’agenda politica? Il sospetto è che si sia costituito un alibi anche pesante e ingombrante attorno a cui sedersi per traghettare il governo Draghi.

Perché su altro, tutti i partiti, sono irrimediabilmente divisi. Non c’è un solo tema che questo governo potrebbe sposare attraverso la sintesi. E quindi ecco il recovery: l’alibi insospettabile dietro ogni sospetto di inerzia. Abbiamo trovato i soldi (forse) ma abbiamo perso le idee. Come sempre l’Italia che va al contrario. Nulla di nuovo insomma, Draghi a parte.

Pubblicato da Santi Cautela

Giornalista pubblicista, Direttore de IlTirrenico.it ed esperto di comunicazione istituzionale. Vive e scrive dalla Sicilia. Conservatore per stile di vita.

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