“Un vile affarista non può essere nominato presidente del consiglio”! Quella volta che Cossiga demolì Mario Draghi. 

Adesso che Mario Draghi potrebbe diventare il nuovo Presidente del Consiglio dei Ministri, torna con prepotenza a fare il giro della Rete un’intervista di qualche anno fa in cui Francesco Cossiga esprimeva un giudizio per nulla benevolo sulla persona dell’ex presidente della Bce. 
L’ex presidente della Repubblica, ospite della trasmissione Uno Mattina, diceva di Draghi: “Un vile affarista, non si può nominare presidente del Consiglio chi è stato socio della Goldman & Sachs, grande banca d’affari americana. E male, molto male, io feci ad appoggiarne, quasi ad imporne la candidatura alla Banca d’Italia a Silvio Berlusconi, male, molto male!”. 
Ed ancora: “Draghi, dopo la famosa crociera sul Britannia, è divenuto il liquidatore dell’industria pubblica italiana, la svendita dell’industria di stato avvenuta quand’era direttore generale del Tesoro. E immaginati che cosa farebbe da presidente del Consiglio dei ministri. Svenderebbe quel che rimane: Finmeccanica, l’Enel, l’Eni, ai suoi ex comparuzzi di Goldman Sachs”. 

Insomma una dichiarazione pesantissima quella dell’ex capo dello Stato, risalente al 2008, ma oggi più che mai attuale. Proprio in queste ore che l’ex numero uno della Bce potrebbe diventare il nuovo inquilino di Palazzo Chigi. 

La storia di Draghi e del Britannia

Tutto inizia nel 1992. Dopo la conclusione del suo incarico come direttore esecutivo della Banca Mondiale, nel 1991 Draghi diventa direttore generale del ministero del Tesoro, su nomina dell’allora ministro del Tesoro del settimo governo Andreotti Guido Carli. A suggerire il suo nome fu l’ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, allora governatore di Bankitalia e qualche anno dopo presidente del consiglio di un governo tecnico, proprio ciò che si appresta a diventare oggi lo stesso Draghi. Nel 1992, allo scopo di fare cassa e mettere a posto le finanze italiane, si decide di dare il via ad un piano di privatizzazioni delle società partecipate dallo Stato. Prima dell’inizio della stagione delle privatizzazioni, il 2 giugno 1992 Mario Draghi si reca sul panfilo della regina d’Inghilterra Elisabetta II HMY Britannia per incontrare alti rappresentanti della comunità finanziaria internazionale. Da qui l’accusa manifestata dallo stesso Cossiga: in quell’occasione Draghi si accordò con la finanza internazionale per svendere l’Italia. 

Draghi, Monti e Goldman Sachs

Al pari di Mario Draghi anche Mario Monti è stato socio di Goldman Sachs, dal 2005 al 2011, svolgendo la funzione di international advisor per il colosso bancario americano prima di diventare Presidente del Consiglio su nomina dell’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Oltre alla devastante crisi dei mutui sub prime del 2006, la banca d’affari americana è finita al centro dell’attenzione mediatica per uno scandalo riguardante l’emissione di crediti default swap a copertura del debito pubblico greco, con il conseguente aumento dei tassi d’interesse dei bond ellenici che hanno letteralmente portato al collasso il paese dell’allora presidente Papademos. 

DI BARTOLO SALVATORE

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