L’Olanda del rigore (e dei paradisi fiscali).

I moralisti, impegnati a predicare la virtù, difficilmente troveranno il tempo di praticarla.

Il capo del governo olandese Rutte e il suo ministro delle Finanze sicuramente sapranno che nel palazzo di vetro e cemento al numero 200 di Prins Bernhardplein, alla periferia di Amsterdam hanno sede 2.499 società, che se fossero imprese normali, difficilmente troverebbero spazio in un comune edificio come questo. Gran parte di loro esiste solo sulla carta, eppure sono la chiave di volta per capire perché i Paesi Bassi, con il loro rigore, sono diventati i primi della classe in Europa e si permettono il lusso, da “Paesi frugali”, di dettare veti e linee di indirizzo economiche a Bruxelles. E’ successo lo scorso Aprile sugli strumenti per il salvataggio dalla crisi (Eurobond) e sulla condizionalità per l’utilizzo del Mes, e più recentemente a Ottobre, ponendo il veto sul Recovery Plan a Polonia e Ungheria per il mancato rispetto dello “stato di diritto”

Secondo l’ ultima analisi di Tax Justice Network, una rete di esperti fiscali che ogni anno redige una classifica delle maggiori giurisdizioni segrete nel mondo, i Paesi Bassi sottraggono almeno 10 miliardi di dollari di imposte all’ anno agli altri partner dell’Unione europea. Il danno per l’ Italia sarebbe di oltre 1,5 miliardi di dollari di mancati introiti fiscali, la Francia ne perderebbe 2,7 e la Germania oltre 1,5 come l’ Italia mentre per la Spagna la perdita sarebbe di quasi 1 miliardo di dollari. Il calcolo riguarda soltanto gli ammanchi provocati dallo spostamento di utili delle multinazionali verso l’ Olanda (dove l’ aliquota effettiva sulle società può scendere addirittura al 4,6%). Ebbene la spiegazione di quanto premesso a proposito del palazzo alla periferia di Amsterdam, sta nel fatto che in quella sede si fornisce un domicilio a migliaia di società che in Olanda non hanno dipendenti e a volte neppure una vera attività, ma scelgono di venire qui per ragioni fiscali, attratte dalla certezza di non pagare tasse. Amsterdam è piena di edifici così. I numeri sono da capogiro, ma la cosa che più fa specie è il colpevole silenzio dell’ UE su un tema che sembra quasi d’imbarazzo, gestito ed affrontato con tentativi di riequilibrio sinora maldestri.

L’onestà intellettuale, mi impone di dire, che in Olanda l’assenza di burocrazia gioca un ruolo importante, così come la certezza del diritto, la velocità dei processi, le infrastrutture moderne, un diritto societario a misura d’ impresa che catalizza i grandi gruppi esteri (anche italiani), ma rimane l’amarezza di sapere che i cari amici amanti delle passeggiate in bicicletta, con la loro ingegneria fiscale ci portano via la bellezza di 1,5 miliardi di dollari all’anno di gettito fiscale, e come tutti i buoni moralisti impegnati a predicare il rigore sono quelli si dimenticano di applicarlo.

Santi Grillo

Co-fondatore de Il Conservatore.it

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