Post in evidenza

Il Conservatore è innanzitutto un rivoluzionario

Il Conservatore è un dominio, un blog, una persona, un politico o un intellettuale. Può essere tutto questo insieme.

Non abbiamo la presunzione di avere la risposta e neanche di fare la domanda opportuna ma, in questo spazio, puntiamo a dibattere sulle grandi tematiche del mondo conservatore, dalla vision politica all’eredità storica fino alle issues pensate su questo particolare frame politico.

Essere conservatori oggi vale sia nella vita personale come stile ma può anche essere trasposto su un retro-pensiero di matrice intellettuale, anti-conformista e purista nel genus. In tempi dove tutto è dettato dall’iper-liberismo, qualcosa da conservare si trova ancora. Suona come una domanda ma non lo è. Non somiglia neanche a una risposta. In mezzo, ci siamo noi.

Santi Cautela

Fondatore de Il Conservatore.it

Povia affonda Letta e la sinistra: “Prendono in giro il popolo”

Giuseppe Povia affonda la sinistra. E lo fa con un video postato sulla sua pagina Facebook in cui non fa sconti e attacca duramente l’ipocrisia delle politiche di una certa sinistra: “Continuano a prendere in giro gli italiani. Ma con quale coraggio parlano di temi che in questo momento stanno lontani dalla gente? Aumentano i poveri, le aziende sono in crisi o in chiusura. L’Italia è in ginocchio. E di fronte a tutto ciò il segretario del Pd ha finalmente i temi per risolvere i problemi”. 


Destinatario dello sfogo del cantautore è soprattutto Enrico Letta e le “priorità” delle sua agenda politica da segretario dem: “Poveri elettori del Pd, povera gente. Molti mi fanno veramente pena. Sono ingannati e manco se ne accorgono. Ma ancora con la storia dello Ius soli, soprattutto in questo periodo? Tra l’altro, in futuro, lo Ius soli significherà meno controlli. Quindi, meno problemi ad entrare in Italia. È una cittadinanza che acquisisci anche se non te ne frega nulla. Invece la cittadinanza dev’essere un percorso”. 


Povia è un fiume in piena e va giù duro anche sulla legge contro l’omofobia: “Ricordiamo che esiste già una legge contro la violenza. È la violenza che va condannata, senza distinzioni o differenze, come dice appunto la Costituzione. Cari giovani, soprattutto voi, non fatevi prendere in giro. Questa è la finta propaganda parassita di tutta gente che è pagata da grandi lobby per portare avanti un messaggio. L’utero in affitto è una porcata e infatti in Italia è reato. È un traffico, una compravendita. Ma con quella legge, se dirai qualcosa di critico ti beccherai una denuncia”.

DI BARTOLO SALVATORE

“Baffino” D’Alema garante della trattativa per l’acquisto dei ventilatori cinesi difettosi

Emergono nuovi inquietanti dettagli rispetto alla trattativa che, un anno fa circa, portò all’acquisto da parte del governo italiano di ventilatori cinesi Aeonmed Vg70, andati regolarmente in uso nei nostri ospedali, i quali però, si scopre solo adesso, erano privi dei requisiti di sicurezza necessari. In particolare, sembra delinearsi il ruolo giocato in quella partita da Massimo D’Alema, che in quell’occasione intervenne svolgendo la funzione di garante dell’operazione. D’Alema, infatti, risulta essere presidente onorario della Silk Road Cities Alliance, un’associazione legata al governo di Pechino alla quale farebbe capo proprio la società che fornì all’Italia i ventilatori cinesi, la Silk Road Global Information Limited. Sul fatto che sia proprio Massimo D’Alema a ricoprire quel ruolo non sembrano esserci dubbi, dal momento in cui il suo nome e la sua foto compaiono in cima al “Board of directors” sul sito web del think tank. “Presidente onorario: Massimo D’Alema. Ex presidente del Consiglio italiano”, è quanto si legge nel sito. 

Il nome di baffino emerge chiaramente come quello di colui che, in qualche modo, si sarebbe fatto garante dell’operazione. «Abbiamo appena ricevuto informazioni dall’onorevole D’Alema Massimo che il vostro governo acquisterà tutti i ventilatori nella lista allegata a questa e-mail. E accettiamo i termini del pagamento che avete concordato», scrive proprio la Silk Road Global nella mail inviata, all’allora Capo della Protezione civile Angelo Borrelli, che poi porterà a termine l’acquisto, ed a Domenico Arcuri, che all’epoca dei fatti non era ancora stato nominato commissario all’emergenza, ma lo sarebbe diventato di lì a poco.
Nella trattativa che portò in Italia quel carico di ventilatori difettosi quindi, D’Alema sembra avere svolto un ruolo nevralgico, avendo fatto da trait d’union tra la società fornitrice ed il governo italiano. 

DI BARTOLO SALVATORE

L’eternità dell’arte come trait d’union tra Caravaggio e Bonaccorso

La splendida anima d’artista che risponde al nome di Lelio Bonaccorso ha da poco terminato l’ultima delle sue pregevolissime fatiche. Il suo nuovo fumetto, il quale preferirei definirlo come una vera e propria opera d’arte, non lo vede accompagnato stavolta dal suo fedele compagno di avventure ericino Marco Rizzo – altra grande anima del fumetto italiano – bensì dalla scrittrice Nadia Terranova, anch’ella messinese.

Caravaggio e la ragazza” è il titolo del libro e in esso è racchiuso il primo vero messaggio che gli autori vogliono far passare: il Merisi non ha operato in solitudine o lontano dai vizi umani, anzi, è proprio da essi che ha trovato l’ispirazione per dipingere le sue tele. L’incontro con la ragazza di nome Isabella non avviene in un salotto nobiliare o nel palazzo di famiglia, ma nel porto di Messina.

La ragazza, rimasta affascinata dalla vista della fauna ittica locale, si allontana dal corteo di persone che accolgono il padre – il nobile Martines – e viene aggredita da uno sgherro malintenzionato. Grazie ad una serie di fortunati eventi, il Merisi si troverà esattamente nel posto giusto al momento giusto per salvarla dalle pulsioni volgari del brutto ceffo.

È con questa ennesima esperienza sulle spalle, la quale dà inizio al racconto, che Caravaggio comincia a riscoprire quella luce offuscatasi dalle innumerevoli fughe e peripezie dovute all’omicidio Tommasoni da lui compiuto a Roma. Il Merisi di Bonaccorso è inizialmente torvo, severo e guardingo. La folla sembra essere sua nemica e soltanto le tenebre e i suoi misteri lo rinvigoriscono.

L’incontro con la prostituta mentre sorseggia del vino è l’apoteosi del racconto notturno. Bonaccorso è riuscito a trasporre il racconto di Baudelaire nella Messina del 1600 per mostrare al lettore la dissolutezza di uno dei più grandi pittori della storia. Ma è con l’ispessirsi del rapporto con Isabella che Caravaggio comincia a riacquistare quella luce perduta.

La ragazza è la perfetta incarnazione della donna moderna in eterna lotta contro certe strutture. Ella è altresì la trasposizione fumettistica di una delle più grandi pittrici di scuola caravaggesca: Artemisia Gentileschi.
Isabella non manifesta in pubblica piazza per i suoi diritti poiché i tempi non erano ancora maturi e non si adatta alla vita nobiliare dettata dal padre. Ella gode di un vero e proprio dono divino: quello di una connessione superiore tra la sua mano destra e le sue membra che le permette di dipingere sotto i preziosissimi consigli del Merisi.

Quella luce che sembrava sconfitta dai peccati degli uomini viene nuovamente accesa dal carattere pugnace della ragazza e l’apice è raggiunto durante la “Cavalcata dei preti” del 2 agosto. L’abbraccio improvviso tra i due protagonisti risveglia nel Merisi un’antica energia che gli permetterà di salpare verso l’avventura partenopea, l’ultima della sua vita.

La forza del messaggio sociale di questo libro è enorme. Ancor più forte è il trait d’union tracciato dalla matita di Lelio Bonaccorso con il suo collega della pianura padana vissuto tra il XVI e il XVII secolo. La tavola nella quale Bonaccorso riproduce la “Risurrezione di Lazzaro” è degna dei più grandi musei del mondo. L’artista non ha semplicemente ricopiato l’opera, ma le ha dato un carattere nuovo, moderno, adatto a qualsiasi pubblico.

L’eternità dell’arte risiede anche nella riproduzione delle opere dei più grandi da parte di altri grandi con metodi nuovi derivanti dal periodo in cui si formano. L’arte di riprodurre in chiave moderna un’opera è una pratica che consegna all’immortalità ambedue gli autori oltre che l’opera stessa. Inoltre vi è anche un altro potente atto di forza che proviene dalla matita di Lelio Bonaccorso: con i suoi disegni, i musei di tutta Italia che ospitano le opere del Caravaggio – e non solo – riaprono davanti ai nostri occhi.

Ma non è soltanto la componente laica del nostro Paese che si pone davanti ai nostri occhi. Con i suoi disegni Bonaccorso ci permette di vivere la vera essenza della cristianità colta dal Caravaggio quattrocento anni fa. Una sostanza popolare, fatta di uomini e donne senza una carta d’identità; soltanto Cristo gode di una precisa fisionomia. Difatti il Merisi per la “Morte della Vergine“, oggi conservata al Louvre, scelse una prostituta morta nel Tevere per rappresentare la Madonna.

Una vera e propria santificazione del popolo. Proprio quel popolo che oggi si coccola i suoi nuovi interpreti dell’arte e che Caravaggio dipingeva innalzandoli al rango divino. Ecco raggiunto il trait d’union con l’immortalità.

Capezzone: “La politica pagherà la rabbia del Paese. Speranza come Mastrota”

Dico alla politica: state attenti alla rabbia di chi ha sopportato troppo e ora vede a rischio non solo la sua azienda, ma il suo futuro e la sua famiglia. Chi non lo capisce lo pagherà a proprie spese. Se chiudi e richiudi una pentola a pressione, prima rumoreggia e poi esplode”. Parole e musica di un monumentale Daniele Capezzone, che così si è espresso nel corso di un’intervista rilasciata ad un’emittente radiofonica.


Nel corso dell’intervista, il noto opinionista televisivo ha anche ampiamente trattato il tema vaccini, non risparmiando peraltro pesanti critiche nei confronti dell’operato del ministro Roberto Speranza: “Stiamo dicendo che dobbiamo mettere in sicurezza le persone anziane, ma più di un vaccino su due viene fatto ad altri. È uno scandalo che dai 70 ai 79 anni, che dovrebbe essere la categoria più tutelata, solo il 2% ha avuto la vaccinazione doppia e solo il 10% ha avuto la singola dose. Ci hanno raccontato per mesi che era necessario fare un ultimo sforzo – prosegue Capezzone – ma ogni volta che Speranza dice che è l’ultimo sforzo è come quando Giorgio Mastrota dice che è l’ultima offerta. E poiché è ovvio che non è questione di settimane ma di mesi, è necessario fare subito un piano di riaperture, come Boris Johnson”

Infine, il giornalista del quotidiano “La Verità”, dice la sua in merito alla spinosa questione dell’obbligo vaccinale: “Io sono per la vaccinazione, ma contro l’obbligo e per la trasparenza totale. Si devono conoscere tutte le potenziali problematiche e poi il cittadino sceglie liberamente”.

DI BARTOLO SALVATORE

Boris Johnson batte l’Unione Europea e la sua delirante propaganda

BoJo 3 – 0 UE. Da Wembley sembra essere davvero tutto. L’arbitro della contesa ha fischiato la fine delle ostilità e il premier britannico ha vinto in maniera clamorosa sulla compagine di Bruxelles. Rammentate gli articoli del CorSera sulla Brexit? Si parlava di carestia, problemi con gli approvvigionamenti, uno scenario devastante! Purtroppo per gli euroinomani non è andata a finire così.

Boris Johnson ha vinto la partita probabilmente più importante della sua carriera politica e questo successo gioverà parecchio alla Gran Bretagna. La fine della campagna vaccinale – al netto del suo effettivo successo – permetterà ai britannici di poter “tornare a vivere”. Nel frattempo all’interno del gran carrozzone europeo si cincischia su Recovery Plan, piani quinquennali e altri vagheggiamenti tipici del burocratese bruxelliano.

Lo aveva detto l’eurodeputato Nigel Farage nel suo discorso d’addio all’Unione Europea: “Lavoreremo con voi in futuro come stato sovrano”. Così ha fatto Boris Johnson, togliendosi dai piedi quella zavorra che noi italiani continuiamo a trascinare come una palla al piede di un carcerato. Il successo britannico, ha detto l’altra sera un sempre più pimpante BoJo:

“È dovuto al capitalismo, è dovuto all’avidità”.

Boris Johnson

La citazione non deriva certamente da un delirio vero e proprio, bensì dagli studi del preparatissimo primo ministro britannico. Difatti la sua è una citazione ad Adam Smith:

“Non è dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio che ci aspettiamo il nostro pranzo, ma dalla cura che essi hanno per il proprio interesse. Non ci rivolgiamo alla loro umanità ma al loro interesse personale”.

Adam Smith in “La ricchezza delle nazioni”

Boris Johnson crede negli spiriti vitali, nel pragmatismo degli obiettivi e non nel regoliamo delle procedure affidarsi alla rule of law e lasciare per il resto tutto nelle mani della competizione e del mercato, senza dirigismi (e burocrazia) eccesivi, senza programmazioni più o meno sovietizzanti (come è in certi suoi aspetti quella del New Green Deal che ricorda la vecchia NEP), è la vera forza dei popoli anglosassoni e il motivo ultimo che ha portato alla Brexit.

BoJo ha giocato la sua mano vincente con i relativi rischi già calcolati. D’altronde se non avessimo azzardato nella storia, saremmo ancora dentro le caverne a cacciare la selvaggina. L’UE si costerna, s’indigna, s’impegna, ma alla fine getta la spugna con poca dignità.

Covid, clamorosa ammissione della virologa Capua: “Possibile che il virus sia stato generato in laboratorio!

Esiste l’ipotesi che il Sars-Cov2 possa essere figlio di un virus generato in laboratorio”. A rilanciare l’ipotesi che il Covid possa essere stato creato nel laboratorio cinese di Wuhan questa volta non è un complottista qualunque, bensì Ilaria Capua, virologa di fama internazionale e direttrice dell’Emerging Pathogens Institute dell’Università della Florida.Se l’OMS, oltre un anno dopo il fatto, decide di spedire un gruppo di esperti in Cina per cercare di stabilire che cosa è successo, un motivo c’è”, prosegue la Capua.


Ed il motivo, ormai acclarato – spiega la Capua in un’intervista al Corriere della Sera – è che alcuni laboratori sono dotati della tecnologia adatta ad alterare virus naturali più o meno innocui e mutarli in forme virali potenzialmente pandemiche. “Questi esperimenti detti Gof (Gain of fuction) – chiarisce la virologa – mirano a far acquisire a virus naturali o di laboratorio alcune caratteristiche come la virulenza o la trasmissibilità per poi studiarne i meccanismi in sistemi di ricerca artificiali. Di questi stessi esperimenti si parlò molto nel 2012 quando alcuni gruppi di scienziati finanziati da enti pubblici trasformarono virus influenzali aviari H5N1 in una variante più contagiosa”, conclude la Capua. 

Affermazioni, quelle della scienziata, che hanno destato non poco clamore, e che quindi fanno tornare prepotentemente in auge l’ipotesi che la Cina abbia potuto giocare un ruolo attivo nello scoppio della pandemia di Covid19 che in questo ultimo anno ha letteralmente messo in ginocchio l’Europa.

DI BARTOLO SALVATORE

“Io Apro”: la sacrosanta rabbia della classe media contro le chiusure del Governo

Vi ricordate la tanto millantata “potenza di fuoco” del governo Conte per arginare i danni indotti dalla pandemia? Ai tempi eravamo tutti un po’ spaesati, incapaci – vista la situazione piombataci addosso – di vedere oltre l’orizzonte del racconto pandemico. Oggi questa nebbia accumulatasi sulle nostre tempie e sui nostri occhi si è diradata, almeno per una buona parte di italiani, e la sacrosanta rabbia di chi prova orgoglio per il proprio lavoro e si preoccupa per le proprie famiglie si è finalmente sfogata a Roma; più precisamente a Montecitorio.

Sia chiaro: non sarà di certo l’ultima rivolta popolare contro le scellerate chiusure da parte del governo Draghi. Le serrate continueranno e chi crede in un processo contrario vive nel mondo delle fiabe. In una situazione andata ormai in malora, c’è chi vede un’opportunità, ma non per la classe media. Come ha scritto sul sito nicolaporro.it il giornalista finanziario Leopoldo Gasbarro:

“Il World Economic Forum ha presentato un progetto che mira a cogliere l’attuale opportunità – la pandemia – per dare forma alla ripresa economica e alla direzione futura delle relazioni, delle economie e delle priorità globali. Si tratta di un progetto che coinvolgerebbe il Mondo intero e che ha visto, nell’ultima riunione di Davos del febbraio scorso, la sua consacrazione.Ma cosa c’è dietro questo nuovo progetto? Chi deciderà la forma della ripresa?Proviamo a guardare direttamente dal sito del WEF. Nella sezione dedicata al “Grande Ripristino” scrivono che:

<< Mentre entriamo in una finestra di opportunità unica per plasmare la ripresa, questa iniziativa offrirà spunti per aiutare a informare tutti coloro che determinano lo stato futuro delle relazioni globali, la direzione delle economie nazionali, le priorità delle società, la natura dei modelli di business e la gestione di un bene comune globale. Attingendo alla visione e alla vasta esperienza dei leader impegnati nelle comunità del Forum, l’iniziativa Great Reset ha una serie di dimensioni per costruire un nuovo contratto sociale che onori la dignità di ogni essere umano. >>

Onestamente e personalmente, non mi fa impazzire l’idea che il tempo che stiamo vivendo venga descritto come un’ opportunità. Chiedete alle persone che stanno soffrendo, morendo, tremando, per la propria salute e per il proprio futuro. Questa proprio non mi sembra essere un’opportunità. Anzi. Ma approfondendo gli argomenti si evince che uno dei temi principali trattati dal progetto è quello del Debito Mondiale.

Secondo le stime dell’Institute of International Finance, il debito oggi ha raggiunto i 281 trilioni dollari. Molto di questo massiccio aumento, nell’ultimo anno, proviene dalla risposta dei governi alla pandemia. Tuttavia, dobbiamo ricordare che il dato del debito totale aveva già raggiunto livelli record nel 2019, prima di qualsiasi pandemia e in un periodo di crescita di molte economie del Pianeta.

Il problema principale è che la maggior parte di questo debito è improduttivo quindi il risultato probabile è che il debito continuerà a crescere dopo la fine della crisi pandemica e che il livello di crescita e produttività raggiunti non sarà sufficiente ridurre l’onere finanziario sui conti pubblici. Ma come si interverrebbe sul Debito? Come lo si ridurrebbe o taglierebbe? C’è il rischio enorme che i governi utilizzino la scusa di cancellare parte del loro debito con la decisione di cancellare gran parte dei nostri risparmi?

Cercando di tradurre le parole provenienti da Davos, secondo i Potenti non ci sarà spazio per la classe media. Le richieste di chi prova a far campare la sua famiglia vengono rispedite al mittente da due soggetti ben precisi: dal Governo attuale, marionetta dei compari di Davos, e da quella fetta di popolazione ormai assuefatta dai controlli, dalla mascherina e che ha assurto il vaccino ad un ruolo salvifico pari – o addirittura superiore – a quello della ragione.

Secondo loro, in base a numeri spesso farlocchi, le chiusure sono fondamentali per salvaguardarsi dal virus. Non sembra essere così, difatti i numeri non sono certamente migliorati grazie ai lockdown e numerosi esperti si sono schierati contro questo metodo terrificante e pericoloso. Essi servono soltanto ad annichilire l’Occidente, sono feroci e inutili e questo i manifestanti di “Io Apro” lo sanno fin troppo bene.

La rivolta popolare è lo sfogo più naturale che esista ad un anno (e quasi mezzo) di soprusi e chiacchiere, troppe chiacchiere. Conte aveva promesso la “potenza di fuoco” testé nominata, Draghi aveva promesso le riaperture. Nulla di tutto ciò sta avvenendo e la classe media rischia l’estinzione. Oggi a Montecitorio si è consumato l’ennesimo scontro orizzontale. Nel frattempo Speranza chiude l’Italia con animo sereno. (Ne abbiamo parlato qui)

Non facciamoci neanche gabbare dalla prostituzione intellettuale dei giornalisti nostrani. Difatti le edizioni serali dei telegiornali nazionali hanno parlato di un carabiniere ferito e di alcuni tafferugli, minimizzando l’accaduto e spostando l’opinione pubblica su un povero Cristo costretto a fare il suo lavoro. D’altronde è già stato detto prima: si tratta di un conflitto orizzontale, dunque padri di famiglia contro altri più o meno nella stessa condizione.

I primi percepiscono ancora un reddito e per orgoglio verso il proprio lavoro “mantengono l’ordine”, mentre i manifestanti di “Io Apro” non percepiscono più neanche un euro e per lo stesso orgoglio dei primi scendono in piazza per provare a cambiare l’ordine delle cose. Bisognerebbe organizzarsi per tramutare la lotta da “orizzontale” a “verticale“.

Bisogna andare “fino al Palazzo“. Ma per molti c’è ancora troppo pane sulla tavola… non è il momento delle brioches, per loro!

Speranza chiude (nuovamente) l’Italia con “l’animo sereno”: ecco la banalità del male

L’intervista rilasciata dal ministro Speranza al Corriere della Sera di oggi rappresenta perfettamente ciò che la Arendt definì come “la banalità del male“. Speranza non è di certo una persona sadica o perversa, anzi, è spaventosamente normale.

Chiude, chiude, chiude. Non sa fare altro da un anno a questa parte.
Distrugge, distrugge, distrugge. Nessun’altra soluzione.
L’Italia cercava il tanto atteso cambio di passo grazie al governo dei migliori? Eccovi serviti.

Mascherine non a norma – per le quali sono stati spesi milioni -, obbligo vaccinale per i sanitari (e presto per tutti) che calpesta trattati e leggi stipulati proprio per evitare che nuovi scienziati dell’orrore possano trovare terreno fertile e il passaporto Covid-19 per completare l’opera.
La vecchia normalità è ormai un lontano ricordo. Sembra quasi di trovarsi di fronte al protagonista de “Lo straniero” (1942) di Albert Camus, che uccide un uomo per caso ma poi non prova alcun rimorso. Non c’è un’intenzione particolare nel suo gesto o un’ovvia motivazione malvagia; “è successo e basta”.

Un discorso analogo vale anche per lo “zanzarologo” Crisanti. Secondo lui le proteste degli imprenditori ridotti allo stremo sono un “assalto alla diligenza”. Con un disprezzo intollerabile verso la spina dorsale economica del Paese e di centinaia di migliaia di famiglie che in questo momento non sanno se arriveranno economicamente alla fine del semestre. Ne ha dette tante, il virologo Crisanti, ma mai come stavolta le sue parole risultano così offensive e sprezzanti. Così spietate e totalmente prive di empatia verso i suoi connazionali che stanno perdendo tutto.

«Sono d’accordo col nuovo decreto, basta con l’assalto alla diligenza di tutte queste categorie, la verità è che bisogna proteggere gli anziani. Una volta fatto questo forse riusciremo ad uscirne», ha detto il virologo a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora. Fuori discussione, ovviamente, riaprire ad aprile. «No, e non credo che sia desiderabile. Tutte queste oscillazioni che hanno stremato l’Italia sono il risultato della pressione per provvedimenti demagogici». Sì perché se non lo sapevate, difendere il concetto di sopravvivenza economica di una nazione, per Crisanti, è demagogia. «Se il 30 di aprile si abbassano i contagi e il numero di morti diminuisce a quel punto la zona gialla diventa plausibile. Parlare di aperture adesso non ha senso». (Clicca qui per approfondire)

 «L’agenda la detta il virus, non le imprese». Intanto sto ancora aspettando quei 40mila contagi giornalieri che Crisanti aveva pronosticato a febbraio per la metà di marzo se non si fosse istituito il lockdown totale. La narrazione fa acqua da tutte le parti, ma il DNA di chi le rivoluzioni le ha sempre subite non muta neanche dopo più di un secolo e mezzo.

Tarro: “Il Coronavirus da pandemico è diventato endemico”, e Facebook lo censura!

Il noto virologo messinese Giulio Tarro è stato censurato da Facebook in seguito ad aver espresso una posizione relativa gli sviluppi della pandemia da Covid19 attraverso un post condiviso sui propri profili social in cui il medico ha affermato: il Coronavirus da pandemico è diventato endemico. Affermazione, quella di Tarro, peraltro già espressa pubblicamente nei giorni scorsi nel corso di un’intervista.

“Censurato” – scrive il medico in un altro post condiviso successivamente – “Facebook arriva a considerare “informazioni false che possono anche causare violenza fisica considerazioni quali: Il virus da pandemico è diventato endemico, che, oltre a titolare l’articolo censurato, è già l’opinione di più di 100 immunologi, infettivologi e virologi”, ribadisce Tarro evidentemente infastidito dalla censura di Facebook. 

Ecco di seguito il contenuto integrale del post censurato di cui non si trova più traccia sulla sua bacheca:

“Il virus da pandemico è ormai diventato endemico ed abbiamo il 90-95% asintomatici positivi, che non sono contagiosi, come ribadisce anche l’OMS. Seguendo i dettami del virologo francese Didier Raoult e di altri medici si tratta di una malattia che si può curare usando l’idrossiclorochina e l’azitromicina senza bisogno di un ricovero ospedaliero. L’anno scorso al centro e al sud Italia sono morti meno che nelle regioni settentrionali usando subito cortisone ed eparina che hanno evitato le trombo embolie. Cure inadeguate e posti di terapia intensiva tagliati negli anni scorsi: questi due aspetti non devono essere dimenticati quando si contano i numeri dei morti. È stato necessario un parere del consiglio di stato per usare l’idrossiclorochina. Deve essere chiaro un concetto: la Covid-19 si può curare”.

DI BARTOLO SALVATORE